1IL PROBLEMA SCIENTIFICO La gestione sul lungo periodo dei bacini idrici insieme alla loro progettazione per la prevenzio- ne delle inondazioni, per la conservazione della risorsa idrica, per le pratiche agricole (irrigazio- ne, tipi di raccolto e rese), per rifornimento idri- co civile ed industriale, hanno bisogno di una conoscenza quanto più possibile precisa dei regimi di siccità e di pioggia intensa che sono determinati dalla variabilità del clima insieme ai suoi trend. Mentre c’è un generale accordo sul segno (positivo) della risposta termica del siste- ma clima, della superficie e dell'atmosfera alle forzanti antropiche, ci sono grandi incertezze riguardo al tasso di riscaldamento connesso (Houghton, 2001). Vi è molta incertezza anche sul segno dei cambiamenti nell'intensità dei cicli idrologici nel riscaldamento climatico. Yang et al. (2003) hanno dimostrato che il cambiamento annuale medio della precipitazione globale è quasi linearmente dipendente rispetto al riscal- damento della superficie e a quello collegato alle piccole variazioni della temperatura superfi- ciale del mare (SST); con una relativamente bassa sensibilità all’ aumento di CO 2 , i cambia- menti della precipitazione sono piccoli o persino negativi. Il fattore chiave di questo comporta- mento è il principale meccanismo per il mante- nimento della temperatura atmosferica all’equi- librio: il bilancio tra il raffreddamento radiativo ed il riscaldamento dovuto alla condensazione. Secondo Chen et al. (2002), il ramo meridiona- le della cella di Hadley e il capovolgimento zonale della circolazione di Walker nei tropici, che sono associate ad una convezione equato- riale monsonica più forte (upwelling) ed ad un più forte disseccamento (downwelling) nella zona subtropicale, si sono intensificate negli anni 90. Ciò concorda con le previsioni dell’au- mento delle piogge monsoniche in alcune zone (per esempio, nell'Africa). Hoerling et al. (2001) hanno delineato per la prima volta, il legame fra il riscaldamento gra- duale degli oceani tropicali (principalmente nella zona Indo-Pacifica), e il cambiamento cli- matico invernale dell'Atlantico del Nord a parti- re dal 1950. Le analisi statistiche e numeriche 241 Dalla scala locale alla scala regionale: la pluvio- metria del bacino del fiume Arno come segnale del cambiamento climatico del Mediterraneo B. Gozzini 1 , M. Baldi 1 , G. Maracchi 1 , F. Meneguzzo 1 , M. Pasqui 1 , F. Piani 1 , A. Crisci 1 , R. Magno 1 , F. Guarnieri 1 , L. Genesio 1 , G. De Chiara 1 , L. Fibbi 1 , F. Marrese 1 , B. Mazzanti 2 , G. Menduni 2 1 Istituto di Biometeorologia, CNR, Firenze, Italia 2 Autorità di Bacino dell’Arno, Firenze, Italia b.gozzini@ibimet.cnr.it SOMMARIO: Notevole è stato negli ultimi anni lo sforzo dell’intera comunità scientifica nel valutare l’im- patto dei cambiamenti climatici nel ciclo dell’acqua soprattutto a scala regionale e locale. L’interesse pra- tico infatti risiede a scala di bacino laddove la gestione della risorsa acqua è più critica. Questo lavoro rap- presenta lo sforzo congiunto di stimare i cambiamenti climatici in atto e futuri sul bacino del fiume Arno a partire dai dati in situ, dataset globali e scenari climatici in relazione al fenomeno climatico del Monsone dell’Africa occidentale. In particolare si è cercato di caratterizzare la distribuzione di precipitazione sta- gionale nella sua evoluzione passata e futura.