TECNICA OSPEDALIERA ottobre 2011 48 Gestione Metodiche Analisi di un processo Sterilizzazione ospedaliera I l servizio di sterilizzazione ospedaliero ha lo scopo di eliminare il rischio d’infezio- ni causate dall’uso di dispositivi medici (dm, 1 ) durante le operazioni chirurgiche. Infatti, tutti gli strumenti non monou- so, dopo il loro uso nelle relative Uo, devono subire un processo di sterilizzazione prima di essere riusati 2 . La sterilizzazione dei dm ospe- dalieri è un processo ciclico articolato in più fasi successive, schematizzate nella figura di pag. 49 in alto. Dopo una disamina delle nor- mative del settore, si è analizzato il percorso dei dispositivi medici nella centrale di steriliz- zazione, dal loro ingresso alla loro uscita; si sono analizzate le varie fasi del processo di sterilizzazione, individuandone criticità e pun- ti deboli. Dopo un intervento chirurgico, i dm sono prima decontaminati nel blocco opera- torio per ridurre la carica batterica e preve- nire dal contagio di microrganismi patogeni. La detersione è la prima operazione esegui- ta in una centrale di sterilizzazione: si disas- semblano i kit e i dm sono lavati con cura per ridurre di oltre il 90% la contaminazio- ne microbica e rimuovere il materiale orga- nico residuo della precedente procedura di decontaminazione. Segue la fase di confezio- namento, cui scopo è verificare pulizia (ispe- zione visiva) e integrità dei dm e ricomporre i kit assegnando i dm corretti. Si passa co- sì alla sterilizzazione vera e propria, che di- strugge ogni microrganismo vivente, pato- geno o non, in forma vegetativa o sporicida. I kit sterili sono poi stoccati in carrelli, pronti per essere inviati ai blocchi operatori d’appar- tenenza. Tutti i dm chirurgici necessari a un dato intervento compongono un kit. Poiché certi interventi possono richiedere un diver- so numero e tipo di dm, i kit sono formati da più container/cestelli contenenti i dm idonei. Quindi i contenitori che formano un kit van- no consegnati entro una data deadline im- posta dall’orario stabilito per l’intervento sul paziente. Fabbisogno (giornaliero) di addetti al servizio sterilizzazione Per migliorare il processo produttivo si è for- mulato un modello di pianificazione che sarà trattato in un successivo articolo 3 atto a mi- nimizzare il tempo di completamento com- plessivo dei kit. Bisogna in primis valutare se la capacità dell’impianto produttivo è suffi- ciente a soddisfare la richiesta giornaliera di kit sterilizzati, considerando solo le due fasi manuali del processo (figura pag. 49 in alto) in merito al numero di operatori, poiché la capacità delle macchine operatrici nelle re- stanti fasi è sovrabbondante. Si descrive quindi un modello di calcolo basa- to sull’ipotesi di due uniche macchine in so- stituzione delle 4 e 5 effettivamente presenti: una termodisinfettatrice e una sterilizzatrice di capacità infinita. Conoscendo volume di produzione e tempi di processameto del kit da trattare si può stabilire il minimo numero L’Aou Pisana ha affrontato il problema della riorganizzazione del processo di sterilizzazione e della corretta assegnazione del personale infermieristico e tecnico al reparto in base alle richieste di dispositivi medici provenienti da 54 Uo Alessio Puppato, Andrea Rossi, Michele Lanzetta Dipartimento di Ingegneria meccanica, nucleare e della produzione, Università di Pisa Silvia Pagliantini Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana