Il multiculturalismo danneggia le donne? Risposte
complesse ad un quesito contemporaneo
Barbara Giovanna Bello
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31-08-2009
Sommario
Introduzione
1. Note sull’autrice
2. La struttura del testo
3. La traduzione del titolo
4. Il quesito. Femminismo e multiculturalismo nel pensiero di Susan Moller Okin: il
multiculturalismo danneggia le donne?
5. Le risposte
6. Replica e conclusioni
Ma come possiamo essere liberi di guardare e studiare quando le nostre menti dalla nascita alla morte
sono regolate da una cultura particolare nel limitato modello del nostro Io? Da secoli siamo condizionati
da nazionalità, casta, ceto, tradizione, religione, lingua, educazione, letteratura, arte, costumi,
consuetudini, propaganda di ogni tipo, pressioni economiche, dal cibo che mangiamo, dal clima in cui
viviamo, dalla nostra famiglia, i nostri amici, le nostre esperienze- ogni forma di influenza che vi viene in
mente - e di conseguenza le nostre reazioni a ogni problema sono condizionate. Siete consapevoli di
essere condizionati? (Krishnamurti)
Introduzione
Con la dipartita di Susan Moller Okin, avvenuta nel marzo 2004, il dibattito internazionale sul
multiculturalismo ha perso una preziosa voce, espressione del femminismo liberale, che fu
capace di stimolare riflessioni profonde sui limiti e sulle contraddizioni del progetto
multiculturale. Il suo libro Is Multiculturalism bad for Women?, pubblicato per la Princeton
University Press nel 1999, racchiude il nocciolo fondamentale del confronto tra esponenti del
femminismo e del multiculturalismo.
Questo contributo si propone di recensirne la traduzione italiana, edita nel 2007 con il titolo
Diritti delle donne e multiculturalismo per i tipi di Raffaello Cortina Editore, a cura di Antonella
Besussi e Alessandra Facchi.
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1. Note sull’autrice
Susan Moller Okin è nata a Auckland, Nuova Zelanda, nel 1946 ed è deceduta a Lincoln,
Massachusetts, il 3 Marzo del 2004. Prima di approdare all’Università di Stanford nel 1990,
dove è stata Marta Sutton Weeks Professor of Ethics in Society, insegnò alle Università di
Auckland, Vassar, Brandeis e Harvard. L´autrice si è avvicinata allo studio dei rapporti tra