BERNARD E. HARCOURT “DEI DELITTI E DELLE PENE” DI BECCARIA: UNO STRUMENTO DI RIFLESSIONE SULLA STORIA DELLE FONDAMENTA DEL DIRITTO PENALE MODERNO (*) SOMMARIO: 0. Introduzione. 1. L’iniziale ricezione da parte dei philosophes. 2. La seconda onda- ta: Blackstone e Bentham. 3. Una combinazione di differenti teorie. 4. Le appropriazioni mo- derne del pensiero di Beccaria. 5. Beccaria e gli economisti francesi. 6. Il Beccaria di Fou- cault. 7. Conclusione. Perché ogni pena non sia una violenza di uno o di molti contro un privato cittadino, dev’essere essenzialmente pub- blica, pronta, necessaria, la minima delle possibili nelle date circostanze, proporzionata a’ delitti, dettata dalle leggi 1 . 0. Introduzione Con queste parole, scritte quando aveva soltanto venticinque anni, Beccaria chiude Dei delitti e delle pene, un breve trattato che sarebbe divenuto la gemma più preziosa dell’Illuminismo italiano oltre che un classico della penalità moderna. Cri- tica appassionata delle pratiche punitive in vigore nel XVII e XVIII secolo, che Beccaria considerava eccessive, brutali, arbitrarie e inique, Dei delitti e delle pene costituisce un manifesto riformista ispirato ai valori illuministici di razionalità, proporzionalità, legalità e mitezza, imperniato sulla centralità dello stato di diritto. L’opera rappresenta un appello appassionato contro l’uso della tortura giudizia- ria impiegata tanto per ottenere confessioni che per “purgare l’infamia”, contro l’uso di prove e accuse segrete, contro la disparità nella commisurazione della pena fondata sul censo e sullo status sociale, e contro punizioni corporali eccessivamente brutali. Il trattato, inoltre, fu uno dei primi testi scritti contro la pena di morte e di- venne ben presto una delle opere di riferimento sul tema. Il pamphlet di Beccaria chiede riforme che muovano verso lo stato di diritto, il principio di legalità e quello secondo cui gli individui hanno il diritto di conoscere in anticipo il confine fra leci- to e illecito; allo stesso tempo esso raccomanda l’irrogazione di pene maggiormen- (*) Traduzione dall’inglese a cura del dott. Alessandro Corda. 1 C. BECCARIA, On crimes and punishments and other writings (R. Bellamy, ed.), Cambridge, Cambridge University Press, 1995, p. 113.