XVI Convegno Italiano di Ornitologia – Cervia - 22-25 settembre 2011 Sessione Argomenti vari 123 ROOSTS INVERNALI DI GAZZA, Pica pica, IN PROVINCIA DI MANTOVA NUNZIO GRATTINI 1 , DANIELE LONGHI 1 & ACHILLE PERI 1 1Gruppo Ricerche Avifauna Mantovano (GRAM), Centro visite del Parco San Lorenzo, Strada Falconiera, 46020 PEGOGNAGA (MN) In Italia la Gazza, Pica pica, è specie sedentaria nidificante e migratrice irregolare e risulta in espansione su buona parte del territorio nazionale; le indagini condotte sono di conseguenza numerose e riguardano principalmente la distribuzione, la densità riproduttiva ed, essendo annoverata tra la specie nocive, il controllo numerico. Pur essendo nota l’abitudine della gazza a formare piccoli dormitori invernali, sono invece scarse e localizzate le ricerche riguardanti i roosts. Nel presente lavoro vengono riportati i risultati preliminari di uno studio mirato all’individuazione e al monitoraggio della consistenza dei principali roosts invernali di gazza presenti in provincia di Mantova. L’indagine è stata condotta negli inverni 2009-2010 e 2010-2011 attraverso 41 censimenti eseguiti tra metà ottobre e fine febbraio. I conteggi sono stati effettuati da punti precedentemente individuati a partire da un’ora prima del tramonto fino a completa oscurità. Di ogni dormitorio sono state descritte le caratteristiche ambientali, in termini di aspetti vegetazionali e presenza/assenza di acqua e disturbo antropico. Complessivamente sono stati individuati 14 roosts, la cui consistenza massima è risultata compresa tra 10 e 350 individui. I dormitori con un numero massimo di individui superiore a 100 sono risultati 4, mentre per i restanti la consistenza massima è risultata di 41 ± 22 individui (media ± sd). La maggior parte dei dormitori sono stati individuati in siti caratterizzati dall’assenza di disturbo antropico (71%) e dalla presenza di acqua (64%). Nel 50% dei casi i roosts si sono formati su arbusti, mentre formazioni arboree o arboreo-arbustive sono state utilizzate in 5 e 2 casi rispettivamente. Questi dati preliminari evidenziano un aumento sia del numero di roosts presenti sul territorio mantovano che della loro consistenza, sottolineando la necessità di indagini più approfondite sui dormitori di gazza al fine di comprendere meglio l’ecologia della specie. DATI PRELIMINARI SULLA NIDIFICAZIONE DI FRATINO Charadrius alexandrinus LUNGO IL LITORALE SUD DI BARI (PUGLIA) CRISTIANO LIUZZI, SIMONE TODISCO & FABIO MASTROPASQUA Associazione Centro Studi De Romita, C.da Tavarello 362/A, 70043 MONOPOLI (BA) Charadrius alexandrinus è specie inserita nell’allegato I della Dir.79/409/CEE. In Puglia è considerata nidificante regolare. E’ stata indagata la stagione riproduttiva 2011 lungo il tratto di costa tra Bari e Torre Canne (BR), scarsamente monitorato in precedenza. Sono stati percorsi 38,5 Km. a piedi percorrendo tutte le tipologie ambientali presenti ad eccezione delle falesie. Per ogni coppia è stata annotata la categoria di nidificazione utilizzando le metodologie PAI e la tipologia di substrato utilizzato. Il tratto in esame è caratterizzato da costa rocciosa bassa ed elevato grado di antropizzazione, mentre sono scarsi i tratti di spiaggia. Sono state individuate 31 coppie, di cui il 32% nidificanti certe, il 52% probabili e il 16% possibili. E’ stato calcolato l’IKA relativo alle categorie certa e probabile risultate rispettivamente 0.26 e 0.42. Di particolare interesse sono state osservate nidificazioni su substrati di origine antropica quali colate di cemento utilizzate per la discesa a mare dei natanti. Analizzando le tipologie di substrato il 56% delle coppie è stata individuata su costa rocciosa, il 26% in aree con ciottoli e il 16% in spiagge; considerando le sole coppie per le quali è stata accertata la nidificazione, la ripartizione risulta rispettivamente di 40%, 30% e 30%. Dai dati ottenuti, seppur preliminari, risulta evidente come aree considerate poco idonee alla specie possano localmente rappresentare siti importanti per la conservazione della specie. Da notare che suddetti siti, seppur antropizzati, non presentano le problematiche riscontrate lungo tratti sabbiosi poiché generalmente poco fruibili dai bagnanti e difficilmente raggiungibili da mezzi motorizzati. A TWO-YEAR STUDY OF WINTERING RAPTORS IN BASILICATA (SOUTHERN ITALY) GIUSEPPE LUCIA, MICHELE PANUCCIO, NICOLANTONIO AGOSTINI & GIUSEPPE BOGLIANI Università degli Studi di Pavia, Dipartimento di Biologia Animale, via Ferrata 1, PAVIA; MEDRAPTORS – Mediterranean Raptor Migration Network, Via Mario Fioretti 18, ROMA Among European raptors, migratory species outnumber the resident ones. Migratory species show different strategies; in particular the main differences are linked to the presence of two ecological barriers: the Mediterranean Sea and the Sahara Desert. Several species of raptors choose to avoid the crossing of both barriers and winter in the northern side of