1 Mario Rossi Monti PSICOANALISI E PSICOPATOLOGIA controtransfert e sentimento precoce di schizofrenia Comprendre, 16-17-18,325-345, 2008 1. MITI DELLA STORIOGRAFIA PSICOANALITICA Un grande storico della scienza Mirko Grmek (1981) ha analizzato criticamente una serie di miti che interferiscono con la ricostruzione storica delle scoperte scientifiche. Uno di questi è rappresentato dal mito della concordanza perfetta fra ricostruzione razionale e vissuto della scoperta: il resoconto autobiografico che ogni ricercatore fa della sua scoperta – argomenta Grmek - soffre di regolari e sistematiche distorsioni della realtà. Tanto da non potere essere accettato come definitivo: il resoconto – scrive Gremk - è un riassunto dei fatti vissuti. Questo riassunto, tuttavia, non si caratterizza tanto per la omissione di quanto è trascurabile o secondario. Si caratterizza piuttosto per un riassetto razionale, dove la sequenza reale degli avvenimenti viene modificata in favore della coesione logica. In questo modo il cammino tortuoso attraverso il quale si è realizzata una scoperta scientifica si trasforma in una via con molti tratti diritti e nella quale si realizzano cambiamenti di direzione bruschi e netti. Grmek dimostra la sua tesi illustrando i casi di Claude Bernard, Watson, von Helmholtz, Galileo, Monod, Eccles, etc. Sulla scia delle sue considerazioni, noi, come psicoanalisti, potremmo chiederci in che misura siamo caduti vittime di analoghe distorsioni. O di vere e proprie ricostruzioni mitologiche che si sono cristallizzate all’interno della storiografia psicoanalitica ufficiale. Mi riferisco in particolare alla storia della psicoanalisi che è stata ricostruita dall’interno della disciplina e che è patrimonio della comunità psicoanalitica internazionale. Questa comunità si riunisce sotto il grande ombrello della International Psychoanalytical Association (IPA), diretta filiazione freudiana, alla quale appartengono le varie società psicoanalitiche nazionali 1 . A queste istituzioni Freud ha assegnato il compito di diffondere e difendere la psicoanalisi e la formazione dei nuovi analisti. Per questo motivo la ricostruzione storica ufficiale delle vicende psicoanalitiche è parte integrante della trasmissione di conoscenze tra le generazioni di analisti e influenza fortemente la stessa identità professionale dei nuovi analisti. Per motivi di spazio non posso prendere in considerazione i modi nei quali è stato amministrato il patrimonio storico della psicoanalisi al di fuori della comunità psicoanalitica che si risconosce nell’IPA. Come è noto, l’eredità freudiana si è dispersa in mille rivoli. Gran parte della storiografia psicoanalitica ufficiale è ancora di natura irrimediabilmente agiografica (Borgogno,1999; Kerr, 2005). Le rassicurazioni offerte da una storia della psicoanalisi costruita per uso interno hanno tuttavia ormai fatto il loro tempo: una storia delle scoperte psicoanalitiche che tende a coltivare la leggenda freudiana o il culto di Freud come eroe solitario. Questa serie di miti e leggende hanno svolto, all’inizio, una funzione fortemente aggregante. Tuttavia, non appena sono diventati oggetto di studio da parte di “veri” storici della scienza (Ellenberger,1970; Sulloway,1979; Forrester,1997) si sono sfarinati e dissolti. Ogni operazione di ridimensionamento della leggenda freudiana ha suscitato, all’interno della comunità psicoanalitica, polemiche a non finire 2 . Da una 1 In Italia la Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e la Associazione Italiana di Psicoanalisi (AIPsi) 2 E’ sufficiente ricordare, a questo proposito, la violenta polemica che si scatenò a seguito della pubblicazione del volume di Frank Sulloway (1979).