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Il calo demograico registrato in Europa ha interessato
in modo evidente anche l’Italia, dove era ritenuta un tempo
abbastanza frequente sulle isole maggiori ed in particolare
in Sardegna (Salvadori 1872, Arrigoni degli Oddi 1904).
Una prima indagine condotta negli anni ‘70 del XX secolo
(Massa 1976) aveva portato a una stima di 40 coppie ter-
ritoriali per l’intero paese, rispetto alle 13-18, concentrate
principalmente in Sicilia, stimate all’inizio del XXI secolo
(Brichetti e Fracasso 2003). In Sicilia, in particolare, i dati
raccolti nei periodi 1984-92 e 1990-98 denotano un decre-
mento della popolazione del 13,4% e una progressiva di-
minuzione nella produttività, per quanto un adeguamento
della stima porti a 16-19 il numero delle coppie presenti
(Di Vittorio et al. 2000, Corso 2005, Salvo 2008, Mascara
2011), recentemente valutato in 22 (Di Vittorio 2011).
Al di fuori dell’areale riproduttivo, grazie ai movi-
menti dispersivi anche marcati negli immaturi (Cugnasse
e Cramm 1990, Cheylan et al. 1996, Cadahía et al. 2005,
Hernández-Matías et al. 2010), l’aquila di Bonelli risul-
ta essere di comparsa regolare in aree prossime a quel-
le riproduttive, come osservato in Camargue e in Crau
(Géroudet 2000), mentre più irregolari sono le osserva-
INTRODUZIONE
Tra gli Accipitriformes del Vecchio Continente, l’aquila
di Bonelli Aquila fasciata è una delle specie maggiormen-
te minacciate in ragione del marcato e progressivo decli-
no della popolazione complessiva europea, valutata tra le
850 e le 1000 coppie (Heath et al. 2000). La specie, a co-
rologia paleartico-paleotropicale (Boano e Brichetti 1989),
nell’ambito del continente europeo è circoscritta all’area
mediterranea, nella quale evidenzia una maggiore consi-
stenza nel settore occidentale, ove sono stimate presenti
tra le 838 e le 883 coppie (Riegel et al. 2007, Debois et al.
2008, Ponchon 2011). Il suo stato di conservazione è parti-
colarmente sfavorevole negli areali più marginali: nella so-
la Francia, tra gli anni ‘60 e la ine degli ‘80 del XX secolo.
la popolazione è marcatamente diminuita, passando dalle
iniziali 80 coppie alle 29 del 2001, con segnali di una lieve
ripresa. Per contro, in Portogallo, tra il 1992 e il 2009, si è
riscontrata una marcata variazione nella scelta dell’habitat
riproduttivo con relativa espansione d’areale e incremento
del numero di coppie (Palma et al. 2011, Ponchon 2011,
Scher e Lecacheur 2011).
Le comparse dell’aquila di Bonelli Aquila fasciata
in Italia nord-occidentale:
eventi eccezionali o normale erratismo?
Gianfranco alessandria
1
, Giovanni Boano
2
1
Corso Caio Plinio 70, 10127 Torino, ltale@tin.it
2
Museo Civico di Storia Naturale - Via San Francesco di Sales 188, 10022 Carmagnola (TO)
Abstract – The authors analyzed all the records of the Bonelli’s eagle Aquila fasciata in North Italy, Tuscany included, on the basis of
specimens preserved museum and private collections, bibliographic reports and ield observations. Among the 42 records spanning be-
tween 1861 and 2010, 37 are exactly dated and are spread throughout the year, with the exception of January and June, and the main con-
centrations in September. Over 78% of the 28 aged individuals refers to immature birds. Despite a general decline of the species in the
breeding areas, an increase of reports in the last decade in NW Italy was observed, likely due to increased observation efforts. Within the
regions investigated, Tuscany resulted with the highest number of both historic and more recent records, some of which of considerable
interest for the record season and the presence of adults. The situation emerging from the geographic area investigated is discussed in re-
lation to the observations recorded in Western and Central Europe.
3
Avocetta 35: 3-12 (2011)
In memoria del Conte Alberto Ferrero La Marmora che per
primo illustrò dettagliatamente questa specie.