Analisi spaziale in popolamenti di conifere al limite del bosco Emanuele LINGUA (*), Danilo GODONE (**), Renzo MOTTA (*) (*) Università di Torino, Dipartimento di Agronomia, Selvicoltura e Gestione del territorio, Via L. Da Vinci 44, 10095 Grugliasco (TO). tel. 011 6708641, e-mail emanuele.lingua@unito.it (**) Università di Torino, Dipartimento Economia e Ingegneria Agraria, Forestale e Ambientale, Via L. Da Vinci 44, 10095 Grugliasco (TO). tel. 011 6705526, e-mail danilo.godone@unito.it Riassunto L’analisi delle dinamiche forestali in aree di monitoraggio permanenti (Long Term Forest Ecosystem Research, LTFER) è un passo importante per poter comprendere l’evoluzione dei popolamenti forestali. Un’area di monitoraggio permanente è stata insediata al limite degli alberi in Valtellina, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio. In questo lavoro si presentano la metodologia utilizzata ed i primi risultati riguardanti l’analisi spaziale. Abstract The forest dynamics analysis in permanent monitoring plots (Long Term Forest Ecosystem Research, LTFER) is an important step in order to understand the forest stands evolution. A permanent plot has been established at the treeline in the Valtellina, within the Stelvio National Park. In this paper we show the methods and the preliminary results for the spatial analysis. Introduzione Il limite superiore del bosco si configura raramente come un confine netto, in genere si configura come un sistema ecotonale che va dalla foresta subalpina alle isolate avanguardie arboree (limite degli alberi)(Holtmeier, 2003). Questa zona di transizione può variare da pochi metri ad alcuni chilometri, e spesso risulta praticamente impossibile individuarne i limiti con certezza (Anfodillo, Urbinati, 2001). L’attività antropica attraverso il pascolo, l’asportazione di legna e, recentemente, le attività ricreative in montagna ed i cambiamenti globali e climatici (global change e climate change) hanno determinato rilevanti alterazioni nella struttura e nella dinamica delle foreste di alta quota. Gli effetti più evidenti, di natura prevalentemente antropica, sono stati l’abbassamento del limite reale del bosco e le modificazioni strutturali e di composizione delle cenosi forestali, in genere verso una loro semplificazione (Urbinati, Carrer, 1997). Per struttura si intende il modo in cui le diverse parti di una comunità si distribuiscono nello spazio, nel tempo o si organizzano funzionalmente (Piussi, 1994) e più specificamente la struttura di una comunità vegetale si riferisce alla distribuzione ed organizzazione verticale ed orizzontale (Kimmins, 1987). La tessitura, o struttura orizzontale, varia secondo gradienti climatici od altitudinali, ad esempio con l’aumentare della quota diventa più frequente la tessitura per piccoli gruppi o collettivi, che diviene dominante nelle foreste subalpine (Zeller, 1993). Materiali e metodi L’area di studio si colloca all’interno del settore lombardo del Parco Nazionale dello Stelvio, e più precisamente in Valtellina, nei pressi dell’abitato di Bormio (So). L’area di monitoraggio permanente, di 10,000 m 2 (100 x 100 m) è stata predisposta al limite degli alberi, ad una quota media di 2300 m s.l.m. ed esposizione nord.