La diagnostica per immagini del carcinoma del retto sottoperitoneale Ann. Ital. Chir., 81, 4, 2010 239 Ann. Ital. Chir., 2010; 81: 239-246 Introduzione Le recenti innovazioni in ambito diagnostico e terapeu- tico nel carcinoma del retto hanno comportato lo svi- luppo di strategie di trattamento specifiche per ogni sta- dio pre-operatorio. La prognosi del carcinoma del retto è legata infatti a mol- ti fattori quali la profondità dell’invasione, il numero di linfonodi metastatici ed il coinvolgimento del mesoretto. Negli ultimi anni sono state introdotte nuove e pro- mettenti tecniche di diagnostica per immagini per la sta- diazione preoperatoria del carcinoma del retto: questi strumenti diagnostici permettono attualmente al clinico di valutare l’estensione locoregionale della malattia così da trattarla nel migliore dei modi possibili. Le novità tecnologiche hanno riguardato tutte le meto- diche diagnostiche disponibili, con particolare riferimen- to all’ecografia, alla TC (Tomografia Computerizzata) ed alla RM (Risonanza Magnetica). Ognuno di questi tre strumenti diagnostici infatti può, al giorno d’oggi, avvalersi di nuove caratteristiche hardwa- re e software sviluppate negli ultimi tempi che offrono valutazioni più precise che in passato dell’estensione neo- plastica preoperatoria e forniscono importanti dati dopo trattamenti radioterapici e chemioterapici risultando di ausilio anche nella diagnosi di recidiva. Diagnostica preoperatoria L’ecografia endorettale è una metodica diagnostica che permette la valutazione sia dell’invasione parietale che del coinvolgimento linfonodale locoregionale contribuendo ad una migliore selezione chirurgica dei pazienti. Si utilizza una sonda rotante radiale ad alta frequenza (10MHz) inserita nel retto del paziente per mezzo del- la quale la parete rettale viene rappresentata in cinque Per corrisapondenza: Dott. Luca Bertini, Radiologia d’urgenza, Dipartimento di Emergenza e Accettazione, Policlinico Umberto I, v.le del Policlinico 155, 00161 Roma (e-mail: l.bertini@tiscali.it). Prof. Franco Gualdi, Casa di Cura Pio XI, Centro-Immagini TAC- RM, Via Aurelia 559, 00166 Roma. Luca Bertini, Emanuele Casciani, Gabriele Masselli, Silvia Lanciotti, Elisabetta Polettini, Gian Franco Gualdi Radiologia d’Urgenza, Dipartimento di Emergenza e Accettazione, Policlinico “Umberto I”, Roma MRI of extroperitoneal rectal carcinoma Last years technological developments in Imaging field have made a substantial contribution to diagnosis and staging of rectal cancer. Endorectal Ultrasound and MRI with endorectal coil are very useful in rectal cancer initial staging thanks to their ability to distinguish between the rectal wall layers. Major ultrasound limitations are presence of inflammations, desmoplastic reaction and small field of view which limits evaluation of perirectal invasion. MRI with phased-array coils, instead, allows depiction of mesorectum and to assess the distance between tumor and mesorectal fascia. Unfortunately CT shows low accuracy compared to MRI in local staging because it fails to distinguish the rectal wall layers. The cri- terion used in assessing nodal involvement remains unfortunately still the dimensional one even if new contrast media based on nano-iron particles look promising in this regard. On reassessment after chemo-radiotherapy treatment, MRI proved to be a very accurate tool thanks to its ability to detect tumor downstaging, disappearance of mesorectal fascia infiltration or even to show a complete response. The presence of recurrence can be studied by contrast enhanced perfusion-MRI or with good accuracy using PET which, however, presents major technical limitations at present. KEY WORDS: MRI, Rectal cancer, Staging.