GIOVANNI BOTERO
DELLA RAGION DI STATO
EINAUDI EDITORE EINAUDI
GIOVANNI BOTERO
DELLA RAGION DI STATO
Giovanni Botero
Della ragion di Stato
A cura di Pierre Benedittini e Romain Descendre.
Introduzione di Romain Descendre.
Con Giovanni Botero la «ragion di Sta-
to», per la prima volta nella storia del-
le idee, diventa oggetto di una riflessio-
ne ampia e articolata che fa emergere
(anche se poi la formula è stata usata
con un’accezione riduttiva, distante da
quella originaria) una scienza del gover-
no monarchico, di ispirazione cattolica
e con intenti chiaramente antimachia-
vellici, ma con non pochi debiti nei con-
fronti dell’autore del Principe.
Lungi tuttavia dal limitarsi a un’ope-
ra di confutazione, il trattato di Bote-
ro sfrutta un’ampia informazione che
alla solida cultura classica e scritturale
congiunge conoscenze storico-geogra-
fiche derivanti dalle scoperte avvenute
durante il secolo. E rispecchia una vi-
sione in cui la politica è legata non solo
alle leggi e alle armi, ma anche all’eco-
nomia e alla demografia. Decisamente
moderna è la sua concezione di misura-
re la potenza di uno Stato dalle variabi-
li economiche, fra le quali dà la massi-
ma importanza allo sviluppo delle atti-
vità produttive e commerciali.
Questo trattato è entrato immediata-
mente nelle biblioteche dei sovrani eu-
ropei; ed è stato, per i teorici politici, da
Hobbes a Montesquieu, un importante
punto di riferimento, sia che fosse ap-
provato sia che fosse contrastato. Per-
ciò Botero rimane uno degli autori ita-
liani tuttora essenziali per capire l’evo-
luzione del pensiero politico moderno,
e meritava che la sua opera fondamen-
tale venisse finalmente riproposta con
scrupolosa esattezza.
La presente edizione critica propone il
testo definitivo del 1598, per la prima
volta arricchito da tutte le varianti delle
principali versioni precedenti (non so-
lo la princeps del 1589, ma anche quel-
le del 1590 e 1596), il che consente di
seguire il lavoro di revisione condot-
to dall’autore. I curatori, Pierre Bene-
dittini e Romain Descendre, sono due
italianisti e studiosi francesi che han-
no curato l’edizione recente, in Fran-
cia, dei trattati di Botero. Un’ampia in-
troduzione di Descendre contestualizza
il contributo boteriano nella storia del-
la costituzione del lessico politico mo-
derno.
Correda il volume un apparato di ta-
vole fuori testo che riproducono opere
dell’Arcimboldo, artista coevo di Bote-
ro, le cui fantasiose invenzioni fungo-
no da sintonico controcanto ai princi-
pali concetti del pensatore.
Giovanni Botero (Bene Vagienna 1544 - Torino
1617) è stato uno dei piú importanti pensatori po-
litici italiani. Gesuita fino al 1580, uscito dall’or-
dine, fu segretario di Carlo e Federico Borromeo,
poi consigliere e precettore in casa Savoia. Tra le
sue altre opere spiccano le Relazioni universali, a
cura di Blythe Alice Raviola (Aragno 2015), e Del-
le cause della grandezza delle città, a cura di Romain
Descendre (Viella 2016).
Sul cofanetto: Tiziano, Allegoria della Prudenza, olio su
tela, 1565-70 circa. Londra, National Gallery. (© 2016.
Foto The National Gallery, London / Scala, Firenze).
In sovracoperta: George Gower (attribuito a), Ritratto
di Elisabetta I detto Armada Portrait, olio su tavola,
1588 circa, particolare. Bedfordshire (Gran Breta-
gna), Woburn Abbey. (Foto Bridgeman Images / Mon-
dadori Portfolio).
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