1 Caterina Giostra Goti e Longobardi in Italia: le potenzialità dell’archeologia in riferimento all’identificazione etnico-culturale. versione in italiano di: Goths and Lombards in Italy: the potential of archaeology with respect to ethnocultural identification, in “Post-Classical Archaeologies”, 1, pp. 7-36. 1. Premessa Le potenzialità dell‟archeologia per l‟identificazione etnico-culturale nell‟età delle migrazioni e della formazione dei regni romanio-barbarici sono da anni oggetto di acceso dibattito. In particolare, l‟orientamento storiografico convenzionalmente definito „Scuola di Vienna‟, nello studio dei complessi processi di etnogenesi delle stirpi barbariche sulla base delle fonti scritte, ha risolutamente sottoposto ad analisi critica il concetto stesso di „etnicità‟ e di „cultura tradizionale‟ nel mondo barbarico. Partendo dall‟ammonimento – senz‟altro opportuno - circa una fisionomia culturale aperta, fluida e composita, esso è arrivato a negare l‟esistenza di una coscienza identitaria collettiva e di una coesione etnico-culturale, in favore di una rapida acculturazione e integrazione nel mondo romano. Ciò ha portato, come conseguenza induttiva, a escludere che le evidenze archeologiche possano essere il prodotto di specificità culturali, utilizzabili quali indicatori etnici. Questo lavoro vuole essere un contributo al dibattito. Anche in Italia l‟archeologia del mondo barbarico sta compiendo un importante salto di qualità nel riportare alla luce non più solo contesti funerari – peraltro scavati in estensione e con rigoroso metodo stratigrafico -, ma anche tracce degli abitati limitrofi; inoltre, sta affinando i propri approcci analitici, anche con il supporto di altre discipline quali l‟antropologia fisica e l‟archeometria. Tutto questo costituisce senz‟altro un‟importante occasione di avanzamento della ricerca rispetto alla più tradizionale archeologia delle culture barbariche, necessariamente incentrata sullo studio tipologico delle armi e degli accessori del costume femminile deposti nelle sepolture e alla quale pure si riconosce il merito di aver definito importanti conoscenze specialistiche. In questa sede verranno analizzati alcuni casi ritenuti utili per sondare le possibilità che l‟attuale pratica archeologica offre al fine di riconoscere la presenza gota e longobarda nella penisola (nella consapevolezza della natura composita di tali gruppi), ricercandone – in prima battuta - le specificità distintive, più che i tratti ormai comuni o progressivamente acquisiti per integrazione.