Popolo, folla e populismo Patricia Chiantera-Stutte Intervento al convegno “Folle” presso l'università di L'Aquila il 13 Maggio 2016 - bozza da non citare perché non edito Per quanto i tre termini popolo, folla, insieme con il concetto di “masse” possano sembrare apparentati e vengano spesso usati indifferentemente, il loro rapporto sembra da un punto di vista delle pratiche discorsive, dell'uso politico e della storia molto complesso. Le masse sono spesso associate con le masse operaie della tradizione socialista: ad esse viene attribuito il ruolo produttivo e l'attiva partecipazione al lavoro sociale, così come il ruolo protagonista nella storia e nell'economia. D'altro canto, la “psicologia delle masse o delle folle” non implica necessariamente una valutazione positiva delle masse, ma descrive i processi attraverso cui gli individui si trasformano in un organismo collettivo, che ha una propria autonomia. Del resto, folle e masse non sono la stessa cosa, poiché la causalità dell'incontro di persone che dà origine a una folla presenta lo stesso sovraccarico simbolico e discorsivo del concetto di massa. “Massa” è una definizione utilizzata non solo dalla tradizione marxista per definire il principale attore della storia universale, ma anche dalla letteratura popolare e nei discorsi politici, per definire un'individualità politica concreta. Se a questi due termini se ne aggiungono altri due – popolo e populismo – la questione della relazione e del richiamo fra un termine e l'altro diventa ancora più complessa. Il popolo è da un lato il portatore della sovranità politica nella teoria democratica, dall'altra è il concreto popolo in armi che fa la rivoluzione e che rivendica il suo posto nella storia, dall'altro ancora è il depositario di un'etica e di una cultura significative per lo sviluppo della storia mondiale. Tuttivia il populismo, che al popolo si richiama, non significa necessariamente la democrazia, bensì qualcosa di diverso. E allora: a che popolo si riferiscono il populismo e la democrazia? Secondo alcune interpretazioni critiche e preoccupate sul populismo occidentale (Taguieff 2006, Betz 1994), riaffiora dietro la retorica populista la psicologia delle masse e il riferimento a una specie di autoritarismo e a una mobilitazione degli istinti e strati più bassi degli individui e dei collettivi sociali. Al