STEFANO VILLANI ``SE E Á VERO SECONDO GALILEO CHE IL MONDO HA SUO MOTO QUOTIDIANO, NON E Á DA MARAVIGLIARSI DELLA INSTABILITA Á D'OGNI COSA IN ESSO...''. CHARLES LONGLAND: UN ``RIVOLUZIONARIO'' INGLESE NELLA LIVORNO DEL '600 QUATTRO GIORNI DI FESTA Nell'estate del 1660 giunse ai mercanti inglesi residenti a Livorno l'av- viso che Carlo II era entrato a Londra accolto da «grandezze, e superbi ap- parati». Il suo arrivo in Inghilterra poneva fine al periodo di governo re- pubblicano che aveva avuto inizio undici anni prima con la decapitazione del padre Carlo I in una fredda mattina del febbraio 1649. I mercanti de- cisero di celebrare la restaurazione dello Stuart anche a Livorno. Henry Brown, Thomas Goddard, Walwin Gascoigne, Gilbert Searle, Joseph Kent, allora presenti nella citta Á toscana, diedero vita ad un comitato per i festeggiamenti. Nel mezzo della piazza principale di Livorno venne eretta, su quattro grossi pilastri dipinti, una grandiosa macchina allegorica. Il 13 luglio allo spuntar dell'alba si dette il via alla festa, sparando 150 mortaretti. Alle dieci di mattina, e per tutto il giorno, diciassette vascelli inglesi, che si trovavano nel mare di fronte alla citta Á, iniziarono a tirar cannonate in segno di festa. Per tutta Livorno vennero fatte risuonare le trombe che erano adornate da «stendardi di festa color persichino». I «trombetti» portarono in mostra i palõ Ã da corrersi e andarono poi a rinfrescarsi nelle case dei mercanti, «dove da tutti si tenne in detti giorni corte bandita». All'ora di pranzo venne fatto un banchetto in casa di Morgan Read, il console della nazione inglese, do- ve, di fronte ai deputati e a tutti i capitani dei vascelli mercantili, vennero innalzate le armi del re. La stessa cosa avvenne in casa di Thomas Dethick Ð 591 Ð