1 STORIA DELL’ELETTRODINAMICA:W. WEBER E CLAUSIUS SUL PRINCIPIO DI CONSERVAZIONE DELL’ENERGIA Fabio Bevilacqua Dipartimento di Fisica "A. Volta" Via A. Bassi, 6 - 27100 Pavia I primi quaranta anni del 19 o secolo videro un grande sviluppo delle problematiche connesse con il Principio di conservazione dell’energia. Secondo Kuhn (1) tre fattori principali avrebbero stimolato quest’interesse: la presenza di processi di conversione, il legame con le macchine e la filosofia romantica della natura. Obiettivo principale del suo scritto era quello di dare una spiegazione della "scoperta simultanea" del principio di conservazione dell'energia da parte di diversi scienziati ma, come é stato osservato da Heimann, il suo "approccio sociologico necessita di essere integrato da studi analitici"(2). In effetti lo scopo principale della mia analisi è di mostrare che, anche restringendo l'attenzione al solo ambito della teoria elettromagnetica classica, ci furono molteplici versioni differenti del principio di conservazione dell'energia. Fra le storie standard del principio di conservazione dell'energia meritano di essere menzionate quelle di Hiebert e di Elkana (3). Il testo di Hiebert è limitato alla meccanica e venne criticato da Jammer (4) per l'impostazione storiografica: Hiebert sovrappone due diverse interpretazioni dell'energia, quella relazionale e quella della fattorizzazione. Anche il libro di Elkana fu oggetto di critiche: fra le altre ragioni, perché si limitava ad un principio di conservazione dell'energia connesso con il modello delle forze centrali newtoniane (5). Jammer fece un tentativo di dare una definizione ai diversi significati filosofici e fisici della parola energia. Questo sembra essere un importante requisito preliminare per una storia del principio di conservazione dell'energia mirante a definire le relazioni fra la corrispondenza formale dei risultati quantitativi e l' interpretazione dei significati. Esso potrebbe evitare l'impostazione di Lindsay di ridurre il principio di conservazione dell'energia di Helmholtz al teorema del lavoro e della vis viva di Lagrange (6).