Manuale di Gastroenterologia Edizione 2010-2012 C A P I T O L O 1 0 1 Alterazioni dello stato nutrizionale CARMINE PANELLA ENZO IERARDI Una alimentazione inappropriata in senso lato può influire sull’insorgenza e sul decorso delle malattie dell’apparato digerente. Infatti, un aumento quali-quantitativo degli introiti alimentari può determinare soprappeso ed obesità con notevoli conseguenze sulla funzione di diversi organi ed appa- rati (Sindrome X ovvero sindrome metabolica) e sulla funzione epatica in particolare (dis-nutrizione come causa di malattia); d’altra parte un’alterata funzione intestinale può ridurre la disponibilità dei substrati nutritivi e quindi condizionare negativamente lo stato di nutrizione (malattie intestinali come causa di malattia), situazione che deve essere riconosciuta e trattata con particolare attenzione. Uno stato di malnutrizione può avere un duplice aspetto: può trattarsi di un deficit generalizzato di tutte le componenti caloricamente attive dell’alimen- tazione (macronutrienti), ed in tal caso si parla di malnutrizione calorico proteica (MCP), ovvero tipo “marasma”, oppure può trattarsi di una carenza limitata alla componente proteica, ovvero tipo “Kwashiorkor”. In altri casi il deficit può essere ristretto solo ad uno o ad alcuni fattori dell’alimentazione quali acidi grassi essenziali, elettroliti, vitamine, oligoelementi (micronu- trienti). In presenza di malnutrizione il senso di benessere, l’attività fisica, la resistenza alle malattie e l’accresci mento corporeo possono essere forte- mente compromessi. La valutazione dello stato nutrizionale La malnutrizione è un evento non eccezionale nella popolazione generale delle nazioni industrializzate. L’ultimo rapporto dell’Istituto di Statistica (ISTAT) del 2007, riporta come il 3,4% della popolazione italiana > di 18 anni sia in condizione sottopeso il 52,6% di normopeso, il 34,2% di sovrap- peso, mentre il 9,8% è obeso. D’altro canto un apporto calorico superiore ai fabbisogni determina soprappe- so o franca obesità, definita come un eccesso di tessuto adiposo e riconosciuta come entità nosologica autonoma dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ne ha delineato anche i criteri diagnostici, in precedenza empirici, riconoscendo l’indice di massa corporea (BMI) e la circonferenza addomina- le quali indicatori efficaci. La prevalenza dell’obesità nei paesi socialmente evoluti risulta tra il 7 ed il 26% nel 2007; per l’Italia l’OMS riporta un BMI > 30 nel 7,6% della popolazione adulta (maschi 7,2%, femmine 8,2%), di gran lunga più bassa rispetto a quella di altri paesi del mondo industrializzato. La valutazione dello stato di nutrizione deve essere sempre inclusa nell’in- quadramento del paziente. Uno stato di malnutrizione globale, oppure