Newsletter di Archeologia CISA, Volume 7, 2016, pp. 1-21 APPROCCI DI STUDI QUANTITATIVI IN ARCHEOLOGIA: GEOSTATISTICA E PYARCHINIT Enzo Cocca, Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” Introduzione L’archeologia da sempre genera informazioni, raccoglie record che diventano migliaia di schede su fogli di carta, la cui compilazione, oltre a essere lunga e faticosa, è soggetta ad un'elevata percentuale di disomogeneità e di errore (Valenti 2000). Fronteggiare un simile patrimonio informativo è un compito arduo, se non impossibile, soprattutto quando queste informazioni devono essere processate e interpretate velocemente. Al contrario, il computer snellisce questa difficile attività consentendo di gestire, in maniera molto più efficace e versatile l’univocità ed irripetibilità del record archeologico, rendendo possibile l'implementazione di controlli di qualità rigidi in fase di immissione del dato e agevolando l'esecuzione di una vasta gamma di analisi (statistiche, spaziali, logiche, etc.) in fase di interpretazione (Valenti 2000). Questi aspetti non sono proponibili per una documentazione analogica su supporto cartaceo. Il settore della gestione e dell'analisi dei dati rivela in maniera più evidente il contributo qualitativo che la tecnologia digitale ha portato alla ricerca archeologica. La possibilità di condivisione delle informazioni e gli strumenti per la produzione di supporti divulgativi (soprattutto multimediali) rappresentano due dei principali, e ormai irrinunciabili, vantaggi dell'uso del calcolatore nella pratica della disciplina archeologica. L’organizzazione e la gestione dei dati di scavo rivestono una fase importante del lavoro di ricerca. Le analisi di distribuzione spaziale su record archeologici, integrati con tecniche geo-statistiche, giocano un ruolo fondamentale in modo particolare nell’archeologia preistorica soprattutto per approfondire le conoscenze dei livelli archeologici di frequentazione umana. In questo lavoro si presenta un approccio metodologico innovativo che integra in un unico “ambiente” per la raccolta e l’elaborazione dei dati, funzioni di statistica multi-variata, database e GIS. Poiché l’archeologia resta una disciplina intrinsecamente spaziale, è stato scelto un approccio quantitativo spaziale - tradizionalmente adoperato nel settore minerario e ambientale - applicato allo studio del sito di Grotta di Fumane a Verona (Benazzi, Susanna Sawyer, Bailey, Peresani, Mannino, Romandini, Richards, Hublin, 2014); questo approccio, che consente di gestire le informazioni sul campo come variabili regionalizzate, ha evidenziato interessanti correlazioni spaziali che suggeriscono modelli di co-regionalizzazioni lineari su semi-vario-grammi sperimentali e cross-semi- vario-grammi. Inoltre, grazie all’integrazione di alcune librerie di software open source (R 1 , gstat 2 ) è stato possibile analizzare la distribuzione spaziale dei dati registrati in DBMS (Data Base Management System) PostgreSQL con estensione Postgis 3 . Le analisi eseguite sulla fauna di Grotta di Fumane suggeriscono nuove forme di gestione spaziale delle categorie di resti studiati, aprendo nuove prospettive per studi di tipo quantitativi (Romandini et alii 2014). Le indagini statistiche e geo- statistiche effettuate sono ancora sperimentali sia dal punto di vista informatico che da quello metodologico/archeologico; i risultati ottenuti consentono una maggiore comprensione del sito e soprattutto della documentazione acquisita. I test eseguiti sono ancora in fase di sviluppo e hanno l'obbiettivo di perfezionare la metodologia in funzione dell'analisi ed interpretazione del sito. Introduzione al Plugin Pyarchinit PyArchInit 4 è un plugin scritto per il GIS Qgis 5 e realizzato con il linguaggio di programmazione Python 6 . I database utilizzati da PyArchInit sono PostgreSQL con estensione 1 https://www.r-project.org/ 2 http://www.gstat.org/ 3 http://postgis.net/ 4 PyArchInit, nato come progetto di laurea di Luca Mandolesi nel 2005, è stato successivamente sviluppato dallo scrivente nel corso della tesi di dottorato (Scienze e Tecnologie per l’Archeologia e i Beni Culturali, presso l'Università di Ferrara) con l’introduzione di modifiche alla struttura del database a livello di relazioni ed entità; in particolare sono sono state inserite funzioni trigger per la scheda archeo-zoologica (Mandolesi, Cocca 2013).