Da quando è incominciata, in Tunisia nel gennaio di quest’anno, all’ultimo e più sanguinoso dei suoi eventi, le proteste in Siria, la cosiddetta «Primavera Araba» ha portato sorpresa e scompiglio in molte delle diplomazie mondiali. Tra queste vi è sicuramente la Turchia, considerata una- nimemente potenza regionale emergente, aspirante leader dell’area medio-orienta- le, in virtù delle sue caratteristiche stori- che e culturale e della sua poderosa cre- scita economica (classificata di recente come quindicesima economia mondiale). La maggior parte degli analisti concor- da nel fatto che i drammatici sommovi- menti politici che hanno preso vita a par- tire dall’inizio di quest’anno in Tunisia ed Egitto e poi in Libia e Siria soprattutto, passando per Marocco, Giordania, Barhain e Yemen, abbiano scosso le fon- damenta dell’intera architettura della po- litica estera turca (1). Tuttavia, per quan- to tali eventi abbiano messo a nudo man- canze strutturali e debolezze contingenti, se la Turchia fosse in grado di riformula- re le proprie linee guida verso il partico- lare momento che sta attraversando il mondo arabo, sarebbe certamente in gra- do di uscirne rafforzata nella sua posizio- ne di leader politico e culturale. In particolare, la Turchia è stata da più parti accusata di essere molto abile nel portare allo stesso tavolo attori che altri- menti avrebbero molteplici difficoltà nel cominciare delle trattative: è stato questo il caso di Siria e Israele, Hamas e Al-Fa- tah oppure ancora della questione sul nu- cleare iraniano. Allo stesso tempo però è Rivista Marittima-Giugno 2011 33 LA TURCHIA E LA «PRIMAVERA ARABA» PRIMO PIANO SEBASTIANO SALI (*) (*) Sebastiano Sali è dottorando al Dipartimento di War Studies del King’s College London. La sua ricerca è incentrata su come il nuovo concetto di identità introdotto dall’AKP stia influenzando l’attuale politica estera di Ankara, con particolare attenzione ai periodi di crisi post-2007. Nel 2010 ha conseguito con Merit un MSc in Security Studies presso la Aberystwyth University, durante il quale si è occupato di teoria delle relazioni internazionali e dei temi più salienti relativi alla sicurezza internazionale. Nel 2008 ha ricevuto una borsa dall’Università La Sapienza di Roma per essere Visiting Researcher alla Middle East Technical Uni- versity di Ankara, per la quale nel 2009 ha contribuito al volume edito da CES-METU Turkey Watch.