e225 La sindrome di Babele oncologica del Web La sindrome di Babele del Web: fonte di false aspettative durante la ricerca della terapia oncologica multimediale personalizzata A. Di Cerbo 1 , F. Pezzuto 1 , C. Laurino 1 , B. Palmieri 1 1 Dipartimento di Chirurgia Università di Modena e Reggio Emilia, Modena, Italia Rassegna Clin Ter 2014; 165 (3):e225-229. doi: 10.7417/CT.2014.1725 Corrispondenza: Alessandro Di Cerbo, Via del Pozzo 71, 41124 Modena, Italia. Tel.: +39.0594.222483. E-mail. alessandro811@hotmail.it Copyright © Società Editrice Universo (SEU) ISSN 1972-6007 Introduzione Recenti studi epidemiologici hanno evidenziato come in Italia, nel solo 2012, siano stati stimati 50.000 nuovi casi di tumore del colon retto tra uomini e donne, 46.000 di tumo- re mammella, 38.000 del polmone (di cui un quarto nelle donne) e 36.000 della prostata (1). Tra i fattori di rischio vi sono sicuramente la familiarità e l’età. Data l’importanza e la vastità di informazioni dell’argomento, anche contrastanti, uno degli strumenti più potenti per reperire informazioni da parte del cittadino comune è senza dubbio il Web. Quest’ul- timo, infatti, viene sempre più utilizzato come riferimento standard quando si parla di salute (2), metodi alternativi (3), innovativi o circa le possibilità di cura e/o la stadiazione di determinate patologie in base a sintomi percepiti. Qualunque mezzo (Pc, Tablet, Telefonini) può diventare il collegamento con il mondo virtuale, addirittura coloro i quali non hanno la possibilità di usufruire delle informazioni della rete da casa utilizzano luoghi pubblici come le biblioteche per le loro ricerche (4). Tutto ciò ha dunque escluso, quasi definitiva- mente, i vecchi metodi di informazione come televisione, giornali, riviste o libri per l’auto cura (5). Riassunto La maggior parte degli utenti del web, oggigiorno, utilizzano quest’ultimo come riferimento standard nella ricerca (screening) degli aggiornamenti e delle cure in ambito medico. Pur avendo un minimo fondo di scientiicità molti siti, blog e video (che ha come fonte principale Youtube) mancano di un ente che ne garantisca la qualità e l’accuratezza dei contenuti e ciò genera false aspettative e/o convinzioni negli utenti, su determinate patologie, che culminano in una vera e propria patologia chiamata “Sindrome di Babele onologica del Web”. Clin Ter 2014; 165(3):e225-229. doi: 10.7417/CT.2014.1725 Parole chiave: false aspettative, patologie, sindrome di Babele del Web Abstract Web Babel Syndrome and false expectations during own multi- media oncological search Nowadays Internet has become the new gold standard, for most of web users, when performing a screening on medical updates and/ or cares. Although provided with some scientific background most of websites, blogs and videos (which as main source have Youtube) lack some institution that can garantee their contents and quality; thus one generates ambiguities among users giving light to a particular pathology called “Web Babel Syndrome”. Clin Ter 2014; 165(3):e225-229. doi: 10.7417/CT.2014.1725 Key words: ambiguities, pathology, web Babel Syndrome Oncologia e Web Report scientifici hanno evidenziato come ad esempio nel 2005, più del 56% dei pazienti Americani affetti da cancro della prostata ha utilizzato internet come arbitro della scelta del loro trattamento (6), nel 2007 più di un terzo degli utenti della rete ha preferito motori di ricerca generici piuttosto che portali medici dedicati o librerie scientifiche (7) e nel 2008 più di 50 milioni di cittadini americani hanno attinto dal Web informazioni correlate alla salute (8). Sebbene determinati siti Web utilizzino un accurato les- sico dall’elevato contenuto scientifico accade, non di rado, che gli stessi non forniscano appropriate informazioni circa le fonti cui si riferiscono (9), che non vengano controllati da personale competente (10) che non offrano una visione d’insieme patologia e delle sue opzioni di cura (9) e che, addirittura, utilizzino un linguaggio molto più complesso di quanto il paziente medio sia in grado di capire (11). Youtube, ad esempio, dà la possibilità a chiunque di poter osservare, valutare e commentare migliaia di video sul tumore alla prostata; si conta che 48 ore di metraggio vengano caricate ogni minuto e che il sito sia visitato da 3 milioni di persone ogni giorno (12).