Studi Storici, 1/2016 L’ECCIDIO DI ROCCAGORGA E LA «SETTIMANA ROSSA»: GRAMSCI, IL «SOVVERSIVISMO» E IL FASCISMO* Fabio Frosini Nella letteratura su Gramsci esiste una tendenza che in modo ricorrente ha sottolineato la sua estraneità al corpo centrale del socialismo e del comunismo. Un esempio importante di questo approccio è la biografia di Salvatore Fran- cesco Romano, pubblicata nel 1965 in un’importante collana 1 e insistente su un profilo di carattere fondamentalmente sindacalistico. Piú recentemente, una lettura di questo genere è stata sostenuta con ricchezza di argomenti da Carl Levy 2 , mentre in forme assai meno convincenti essa si è volgarizzata e generalizzata nel contesto della piú generale «crisi dell’antifascismo» 3 . Questo tipo di lettura coglie senza dubbio alcuni elementi che vanno a comporsi nella mente di Gramsci nel decennio scarso che va dall’iscrizione all’Università fino all’esperienza de «L’Ordine Nuovo», ma non mette in luce il nesso – che esiste – tra questa fisionomia e quella dell’autore dei Quaderni del carcere. Obiettivo di questo contributo è di scandagliare questo nesso, mostrando come esso sia alla base sia dell’interpretazione che del fascismo come «rivoluzione passiva» * Desidero ringraziare Francesca Antonini, Francesco M. Biscione, Giuseppe Cospito, Leo- nardo P. D’Alessandro, Giuliano Guzzone, Guido Liguori e Giuseppe Vacca per le osservazioni fatte a una prima stesura di questo testo. La mia gratitudine va anche a Romain Descendre e Jean-Claude Zancarini per l’occasione che mi hanno dato, invitandomi a tenere un seminario alla E.N.S. di Lione, di avviare la ricerca di cui presento qui i risultati. 1 S.F. Romano, Antonio Gramsci, Torino, Utet, 1965. 2 Cfr. C. Levy, Gramsci and the Anarchists, Oxford-New York, Berg, 1999; Id., Antonio Gramsci, Anarchism, Syndicalism and Sovversivismo, in Libertarian Socialism: Politics in Black and Red, ed. by A. Prichard et al., London, Palgrave Macmillan, 2012, pp. 96-115. 3 Con ciò intendo alludere all’orizzonte di «crisi» tratteggiato in S. Luzzatto, La crisi dell’an- tifascismo, Torino, Einaudi, 2004. Ma su questo libro vanno tenuti presenti i rilievi critici for- mulati da A. De Bernardi, L’antifascismo è morto?, in «Storicamente», I, 2005, n. 14. DOI: 10.12977/stor519. Si veda ora il dettagliato studio di T. Baris e A. Gagliardi, Innovazioni e reticenze della storiografia di sinistra nello studio del fascismo, in La crisi del soggetto. Marxismo e filosofia in Italia negli anni Settanta e Ottanta, a cura di G. Vacca, Roma, Carocci, 2015, pp. 93-124.