www.fastionline.org/docs/FOLDER-it-2016-360.pdf The Journal of Fasti Online (ISSN 1828-3179) ● Published by the Associazione Internazionale di Archeologia Classica ● Palazzo Altemps, Via Sant'Appolinare 8 00186 Roma ● Tel. / Fax: ++39.06.67.98.798 ● http://www.aiac.org; http://www.fastionline.org Il «Castellazzo» di Monte Iato in Sicilia occidentale (PA) Quinta e sesta campagna di scavo. Aggiornamenti dal territorio Ferdinando Maurici, Antonio Alfano, Mario Bonaviri, Gabriele D’Amico, Maria Amalia De Luca, Alberto Scuderi From May 15th to 30th and 15th to 30th September 2015 took place the fifth and sixth excavation campaign at the Castellazzo of Monte Iato. The presence of 15 participants made it possible to deepen the research significantly and ex- pand the surface area of investigation. It is completely emptied a room already identified in previous campaigns and provid- ed new information about the relationship with the existing cemetery. Part of a burial in a supine position was destroyed by the installation of wall 20. Traces of another turret projecting from the walls have been discovered in the east and another section of the inner walls (15) was fully exposed. A gate, between two towers, is the first entry traced so far, on the north- eastern side of the plateau. The archaeological materials found confirm the characteristics and type of construction. Being a military camp of ephemeral nature, although active at least 30 years, objects such as arrowheads and crossbow quarrels, knives, buckles and harnesses for horses have been found. One of the environments has been interpreted as an area where gaming took place because of the presence of four dice in ivory, glasses and different coins, in addition to the greater extent than the other environments found. Among the findings are reported a glass weight with a cufic inscription dated to the mid-twelfth century and two bronze coins dated in 15 th century. Appunti su fortificazioni e controvallazioni ossidionali nella Sicilia medievale. Dai musulmani a Federico II La fortificazione ossidionale o counter-castle detta “Castellazzo”, di cui si è finora scavata una piccola parte di quello che sembrerebbe il ridotto maggiormente fortificato all’interno di un complesso ancora più vasto, è il primo esempio di struttura di tale tipo finora investigato archeologicamente in Sicilia, e non solo relativa- mente all’epoca medievale. Anche in ambito italiano ed internazionale lo scavo di questa struttura ossidionale ci sembra costituisca un apporto molto significativo, se non altro per le sue impressionanti dimensioni e per la figura del suo grande committente, l’imperatore Federico II di Svevia che a più riprese vi risedette personal- mente. Un quarto di secolo fa circa Jim Badbury scriveva d’altra parte che: “we know that many of these coun- ter-castles were built, very few have been identified and examinated” 1 . Oggi la situazione è meno insoddisfa- cente, soprattutto in ambito britannico 2 , ma per la Sicilia, si ripete, lo scavo del “Castellazzo” è un’assoluta novi- tà. In Gran Bretagna, ed in genere nell’Europa centro-settentrionale, questo tipo di realizzazioni erano solita- mente opere in legno e terra 3 : alle nostre latitudini la pietra e la terra risultavano quasi sempre o comunque molto spesso i materiali più abbondanti, economici e facilmente disponibili. I counter-castles potevano essere di almeno due tipi: quelli costruiti piuttosto vicini alle mura del castello o della città assediata (ma normalmente a distanza superiore ad un tiro di balestra), per rappresentare una minaccia diretta, e quelli eretti a maggiore di- 1 BRADBURY 1992: 87. 2 Su scavi archeologici di counter-castles cfr. CREIGTON 2002: 58; CREIGTON, HIGHAM 2003: 30-31; BRADBURY 1996-2014: 53. Un’ottima e recente sintesi sulla storia degli assedi fra la caduta dell’impero d’Occidente e il primo ventennio del XIII secolo è costi- tuita da PURTON 2009. 3 PURTON 2009; inoltre CREIGHTON 2002: 58.