111 Prefabbricazione su misura di un innesto osseo neovascolarizzato con camera cilindrica in idrossiapatite: studio sperimentale Prefabrication of tailor-made neovascularized bone graft with hydroxiapatite chamber: an experimental study RIASSUNTO Il concetto di prefabbricazione dei tessuti è divenuto in questi ultimi anni una realtà della chirurgia ricostruttiva. In un lavoro precedentemente svolto si è valutata la pos- sibilità di creare un innesto osseo neovascolarizzato; il nuovo studio rappresenta l’e- voluzione del precedente. Lo scopo è stato quello di creare un innesto osseo prefab- bricato neovascolarizzato avvalendosi però, in questo caso di biomateriali come l’i- drossiapatite per definirne forma e dimensioni prestabilite. Lo studio è stato condot- to su conigli New Zealand suddivisi in tre gruppi. Nel gruppo A (5 animali) si è ese- guito un prelievo di tessuto spongioso dalla cresta iliaca poi inserito in una camera di idrossiapatite di 15 mm di diametro richiudibile con due dischi, uno dei quali con un foro di 8 mm di diametro per consentire il passaggio del peduncolo vascolare. La spongiosa è stata miscelata con microparticelle di forma sferica di idrossiapatite. Il tutto è stato “neovascolarizzato” con l’arteria e la vena femorale superficiale del coniglio. Nel gruppo B (5 animali) sono state utilizzate, a differenza del precedente, solamente le microparticelle di idrossiapatite all’interno della camera. Infine nel gruppo C, di controllo, (3 animali) si è impiegata l’associazione di spongiosa e microparticelle di idrossiapatite senza però ricorrere all’impianto del peduncolo vascolare. Le camere di idrossiapatite, avvolte da un foglietto di silicone sono state posizionate in una “tasca” tra i muscoli della faccia mediale della coscia di ciascun animale. Gli animali sono stati sacrificati a distanza di 3 mesi dall’intervento chirur- gico e i frammenti ossei sono stati fissati in paraformaldeide e poi in poli-metil-meta- crilato a 4°C. Sezioni spesse e sottili di segmenti ossei sono state utilizzate per lo stu- dio su microradiografie ed istologico al microscopio ottico, a luce ordinaria, polariz- zata e fluorescente. Sono stati inoltre eseguiti studi e valutazioni al microscopio elet- tronico a scansione. Nel primo gruppo l’analisi delle sezioni istologiche ha eviden- ziato la neoformazione di un tessuto fibroso avvolgente sia l’idrossiapatite che l’os- so, la presenza di osteociti vivi e di numerosi vasi neoformati. Nel secondo gruppo l’idrossiapatite è risultata avvolta da un tessuto connettivo con presenza di vasi neoformati nei pressi del peduncolo vascolare. Il terzo gruppo è stato caratterizzato da una completa assenza di tessuti neoformati. In conclusione l’involucro utilizzato permette di conferire all’impianto una forma prestabilita; i risultati dimostrano una volta di più la capacità dell’impianto vascolare di indurre la neovascolarizzazione e confermano le caratteristiche di osteoconduzione dell’idrossiapatite. Le camere di idrossiapatite si dimostrano un valido supporto nel tentativo di conferire all’impian- to una forma “su misura”. Dipartimento Misto delle Emergenze-urgenze, Clinica Ortopedica, Università di Modena e Reggio Emilia; 1 Dipartimento di Scienze Morfologiche e Medico-legali, Sezione di Anatomia Umana, Università di Modena e Reggio Emilia Indirizzo per la corrispondenza: Dott. R. Adani Clinica Ortopedica, Policlinico di Modena, via del Pozzo 71, Modena E-mail: adani.roberto@unimo.it Ricevuto il 22 maggio 2003 Accettato il 25 marzo 2004 L. Tarallo R. Adani I. Marcoccio A. Celli D. Zaffe 1 G.I.O.T. 2004;30:111-18