In: Studi Italiani di Linguistica Teorica e Applicata, XLIV, 2015, numero 1, pp. 143-154. NIKOLA VULETIĆ Università di Zadar/Zara IL DALMATICO DI MULJAČIĆ: NOTE SULL’EVOLUZIONE DI UN MODELLO COMPLESSO DI STORIA LINGUISTICA [p. 143] 1. INTRODUZIONE Il dalmatico, «inteso come una designazione complessiva delle varietà romanze autoctone, parlate nel medioevo in alcune città della Dalmazia» 1 , occupa senza dubbio un posto centrale nel ricco percorso scientifico di Žarko Muljačić. Il presente vuole essere un contributo alla valutazione del suo apporto in quest’ambito tematico particolare, senza trascurare le sue riflessioni riguardanti lo status delle lingue, in quanto applicate allo studio del dalmatico. Propongo in primo luogo un percorso retrospettivo della sua attività nel campo della dalmatistica, per passare in seguito a una disamina, necessariamente parzialissima, di alcuni punti del modello che Muljačić elaborò per l’interpretazione della storia della romanità sommersa dell’antica Dalmazia. 2. PERCORSO RETROSPETTIVO I primi studi dalmatistici di Muljačić si centrano maggiormente sullo studio del raguseo medievale e mostrano ancora un forte legame con la visione bartoliana, relativamente unitaria, del dalmatico. La sua ricostruzione della fonologia storica del raguseo (Muljačić 1962), in base alle testimonianze nella scripta venezianeggiante trecentesca a Ragusa, fu sollecitata dallesigenza di trovare nel materiale studiato le spie degli elementi in comune con la fonologia del veglioto 2 . Un motivo fondato sull’idea che ai due estremi di una costa molto articolata, lunga più di 1.000 km (o, se si preferisce, di navigazione lunga più di 200 miglia), ci sarebbe dovuto essere il dalmatico. Comunque, Muljačić si scosta da Bartoli per l’importanza che accorda ai contatti (e ai conflitti) linguistici. Così determinati sviluppi [p. 144] del raguseo vengono spiegati come conseguenza dell’impatto slavo (p. es. la degeminazione) e veneziano (p. es. larresto della differenziazione vocalica) 3 . Convinto dalle proposte di Hadlich (1965), Muljačić (1965b: 1191) inclinava a vedere nella differenziazione vocalica, come risposta alla degeminazione, il tratto comune al raguseo e al veglioto (ibid.). In un primo tempo Muljačić evitò di pronunciarsi sulla partizione dialettale del dalmatico 4 . Comunque, non tardò ad affrontare la questione, emettendo una proposta provvisoria: nel periodo medievale, tra Veglia e Ragusa, sarebbe esistita tutta una serie di «vari tipi linguistici» (Muljačić, 1967b: 69). Lo studio degli esiti di -NN- (Muljačić, 1971: 403-404), ricavati dalle fonti indirette, lo convinse poi che quei tipi sarebbero stati almeno cinque. Segue un periodo di transizione in cui Muljačić si dedica prevalentemente allo studio della fonologia italiana e all’elaborazione del suo approccio relativistico. Comunque, g verso la metà degli anni ’80 aveva allestito alcuni contributi in cui comincia a manifestarsi il nuovo modello della storia interna ed esterna della romanità sommersa dell’Adriatico