1 Colore ed identità nel recupero dei centri storici Giuseppe Amoruso 1 , Cristiana Bartolomei 2 1 Dip. Indaco, Politecnico di Milano, giuseppe.amoruso@polimi.it 2 Dip. di Architettura e Pianificazione Territoriale, Università di Bologna, cristiana.bartolomei@unibo.it 1. Introduzione Il paesaggio dei centri storici, nelle parole di Eugenio Turri, costituisce il “risultato ultimo, visivo, di portata ambientale, ecologica, dei percorsi storici, sociali e psicologici. Esso è la proiezione del nostro Heimat, dell’ambiente del nostro vivere, riferimento delle nostre più profonde identità”. Una vera azione integrata di recupero e tutela di un paesaggio costruito o naturale deve diventare “ un fatto intimo, da riportare alla coscienza individuale, anche se rientra tra i grandi fatti territoriali, collettivi e addirittura planetari”; un fortissimo senso di rispetto verso un dono “troppo spesso tradito in cambio di beni puramente materiali”. Il centro storico è il luogo della complessità (1), non solo dal punto di vista della forma urbana ma anche del sistema di funzioni e relazioni che si manifestano e si radicano proprio all'interno del suo tessuto. Al fine di superare alcuni nodi sostanziali, come la mancanza di un’adeguata cultura progettuale che evidenzi come il colore e la sua tutela siano tra i fattori che descrivono l’identità di un tessuto urbano, si propongono metodologie di conoscenza della città storica e azioni integrate di recupero e di progetto del colore. Attualmente non vi sono procedure codificate e/o capitolati per il rilevamento urbano dei centri storici che siano finalizzati alla conservazione attiva del costruito e che integrino, con codici prescrittivi e repertori tipologici, i regolamenti urbanistici. La conoscenza di un tessuto storico, opportunamente descritto per caratteristiche morfologiche, tipologiche e strutturali, è necessaria per indirizzare il recupero dell’identità. 2. Il rilevamento urbano dei centri storici Il rilevamento urbano dei centri storici (2) si fonda su metodi e strumenti oggi fortemente correlati e si indirizza alla definizione degli obiettivi conoscitivi del rilievo finalizzato al progetto di recupero. Le tecnologie digitali hanno introdotto l’acquisizione di immagini fotografiche stereoscopiche, l’elaborazione di filmati a tecnologia QTVR (panorami cilindrici o sferici) (3) e l’utilizzo di sistemi laser di scansione (4). La fase di rappresentazione del rilievo ha inizio dalla preparazione dei dati per utilizzo dei softwares di fotogrammetria e dalle successive elaborazioni e fino alla scelta dei piani di proiezione che costituiscono l’output finale. La rappresentazione si produce su piani orizzontali (restituzione dei sistemi di inquadramento, delle trilaterazioni e degli eventuali elementi di dettaglio) e su piani