(working paper, do not cite, distribute or reproduce without the permission of the author) Federico Parmeggiani I problemi regolatori del rating e la via europea alla loro soluzione (working paper, do not cite cite, distribute or reproduce without the permission of the author) 1. Introduzione Le agenzie di rating sono da quasi un secolo protagoniste delle dinamiche interne ai mercati finanziari mondiali e tramite i loro giudizi sul merito di credito degli emittenti e sul livello di rischio delle emissioni si sono conquistate un grande potere e hanno realizzato elevatissimi profitti. Tuttavia, in occasione di quest'ultima crisi finanziaria e in quelle che l'hanno preceduta, esse sono state costantemente annoverate tra i principali responsabili delle bolle speculative, degli irrazionali trend che hanno indotto il pubblico ad investire in segmenti di mercato rivelatisi poi privi di valore e, in linea generale, del generalizzato calo di fiducia nel mercato finanziario. Per comprendere appieno la natura e le problematiche concernenti il rating, va sottolineato che sia il potere che le responsabilità demandate alle agenzie traggono in larga parte la loro origine dal tipo di approccio regolamentare a cui sono state sottoposte negli Stati Uniti e in Europa, che negli anni è apparso inefficace e carente sotto numerosi aspetti. Da un lato, infatti, le agenzie si sono giovate di un vero e proprio fenomeno di outsourcing regolamentare, in quanto il legislatore americano ha incluso i rating da queste emessi in svariate normative finanziarie, prendendoli come parametro per valutare i titoli detenuti in portafoglio dagli intermediari. Dall'altro, il mercato del rating si è sempre contraddistinto come un oligopolio, in cui tre grandi soggetti autorizzati dalla legge si spartiscono la quasi totalità del mercato, realizzando elevatissimi margini di profitto, grazie alle barriere che di fatto hanno chiuso l'accesso al mercato e ostacolato l'instaurarsi di efficienti dinamiche concorrenziali. A questa posizione privilegiata di cui le le agenzie hanno goduto negli Stati Uniti, il legislatore europeo ha tradizionalmente contrapposto una deregulation pressoché totale, avendo probabilmente attribuito loro un'importanza secondaria rispetto agli intermediari finanziari e agli investitori istituzionali. Questo quadro è mutato radicalmente con l'irrompere nel 2008 della crisi finanziaria legata agli 1