Damiano Bondi Damiano Bondi Ecologia e virtualità. Appunti esistenzialisti per un futuro autore di “Essere e Spazio” The contribution moves from a conception of “ecology” as a kind of “ethics of the space”, or a “ethics of technology”. In this framework, the actions of human beings are considered from the perspective of their potential environmental consequences. So, the space has to be seen as an house we inhabit: a home we have to properly menage. This “dialectical moral” between human will and natural matter, today, seems to be abolished by the irruption of the “virtual reality”, which can be considered as the realization of the Schopenauer’s “world as will and representation”: a world without limitations, without actual risk, and so, according to Pascal, without divertissement. 1. Il contemporaneo come tempo dello spazio 1. Il contemporaneo come tempo dello spazio Se vi è stata una categoria dominante nel pensiero occidentale del primo Nove- cento, questa è stata certamente la temporalità. L’indagine sulla natura e il valore del tempo ha investito i campi più disparati della cultura. A livello scientifico, si è assistito agli sviluppi dell’evoluzionismo, alle applicazioni della termodinamica ai processi irreversibili, all’affermarsi della fisica einsteniana e della meccanica quan- tistica. A livello letterario, possiamo ricordare i sette volumi della Ricerca del tempo perduto di Proust, o l’Ulisse di Joyce, o Gita al faro di Virginia Woolf, simboli di una temperie artistica che si diffuse in tutta l’Europa, sotto il segno del tempo spezzato, dimenticato, ritrovato, emotivamente connotato. Infine, a livello filosofi- co, dobbiamo almeno richiamare la proposta fenomenologica di Husserl, in cui la centralità della temporalità permane fin nell’orizzonte dell’Ur-ich della riduzione trascendentale; il pensiero epocale di Bergson, in cui il tempo è dapprima il tramite puro per cogliere i dati immediati della coscienza e poi il cardine cosmico dell’evo- luzione creatrice; e certamente Heidegger, il cui capolavoro Essere e Tempo ebbe un’influenza capitale nella cultura e nella vita dell’entre-deux-guerres. Analogamente e insieme all’opposto, possiamo dire che la categoria culturale fon- damentale di questi primi anni del Ventunesimo secolo è la spazialità. La realtà e il valore dello spazio sono tornati ad essere pensati, studiati, approfonditi. Lo spazio “si è preso le sue rivincite”: non più palcoscenico di un dramma il cui attore principale (se non l’unico) è il tempo – dialettico, rivoluzionario o intimo. Bensì uno spazio portatore di vissuti, problemi e prospettive proprie, irriducibili alla temporalità e non scomponibili in atomi individuali da studiare singolarmente. A livello sociologico ed