44 LE ORIGINI: ECCENTRICITÀ ANTI TASSE I paesi nordici sono forse il più precoce e creativo crogiolo della destra radical-populista moderna. Al principio degli anni Settanta del Novecento due gemelli Partiti del Progresso entrarono nei Par- lamenti di Copenaghen e Oslo, inserendosi stabilmente nel quadro politico: si trattava di movimenti quasi totalmente antifiscali, non soprattutto xenofobi. Ciò confuta l’idea che i sistemi nordici si ba- sino sulla volontà prepolitica (quindi improponibile altrove) di pa- gare alte tasse per connazionali molto simili tra loro. Questa lettura semplicistica omette (per ragioni ideologiche e dottrinarie) il peso decisivo del lavoro organizzato e del crescente welfare nel rafforzarsi reciprocamente e, così, nel negoziare col capitalismo modalità com- petitive basate sull’innovazione anziché sullo sfruttamento. 1 I sistemi 1 Per una deinizione è facilmente accessibile e recente P. Borioni, Deinizioni e muta- zioni dei sistemi socio-politici nordici, in “CS.info”, 2/2016, disponibile su www.fon- dazionesabattini.it/csinfo/cs-info-n-2-maggio-2016. Paolo Borioni storico, è ricercatore presso la Temple University e la Fondazione Brodolini LA NUOVA DESTRA NORDICA: UNA QUESTIONE EUROPEA Presenti, sebbene marginali, fin dagli anni Settanta del secolo scor- so, le forze della destra populista nordica si sono consolidate quando le classi dirigenti hanno smesso di difendere il sistema sociopolitico alla base della democrazia europea e l’assunto fondativo della cen- tralità del lavoro nel confronto con il capitale. Da quel momento, complici i tagli al welfare attuati dai governi della destra neoliberale e la capitolazione delle forze socialdemocratiche all’idea che il declino dell’occupazione stabile e del welfare fosse naturale e persino salutare, crescevano l’esclusione sociale, l’ansia e l’incertezza soprattutto tra le classi lavoratrici. Nel contesto di una grave crisi europea, economica da un lato e migratoria dall’altro, tutto ciò ha prodotto nei cittadini dei paesi nordici il timore di un’invasione illimitata, l’emergere di un atteggiamento di chiusura verso lo straniero che tradisce il meglio della loro storia e l’affermazione di forze che riunificano i due filoni del populismo di destra, quello nativista e quello antifiscale.