«La tua vera diversità era la poesia» Elsa Morante e Pier Paolo Pasolini di Cecilia Oliva «Se voi, signori, liquidate l’amaro del sale, lo sciapo del nostro alimento con che lo potremo sanare?» (E. Morante, Il mondo salvato dai ragazzini) «Antagonista della disintegrazione» Franco Fortini è stato forse il primo a intuire il forte nesso che lega l’ultimo romanzo di Elsa Morante, Aracoeli, alla figura dell’amico scrittore Pier Paolo Pasolini. Nella recensione del 1982 scriveva: «nel romanzo mi pare che per più attimi si intravveda la vicenda, anche biografica, di Paso- lini» 1 . Esattamente dieci anni dopo, in occasione dell’uscita postuma di Petrolio, il critico ribadiva il legame esistente tra le opere dei due scrittori avanzando in particolare l’ipotesi, opposta e complementare, che «l’ultimo Pasolini vada letto come una sorta di dialogo con la Morante» 2 . Il riconoscimento della presenza pasoliniana nel tessuto narrativo di Aracoeli riguarda non soltanto l’evidente corrispondenza tra i dati biografici dello scrittore e quelli del protagonista Manuele, ma anche una significativa incidenza di tematiche comuni ai due autori 3 . Aracoeli appare in effetti come un ultimo omaggio, non privo però di asperità e amarezze, rivolto dalla Morante all’amico scomparso 4 . L’idea 1 F. Fortini, Elsa Morante grande solitaria. (L’ara del cielo e le porte dell’inferno), in Corriere della Sera, 14 novembre 1982. 2 F. Fortini, Attraverso Pasolini, Einaudi, Torino 1993, p. 240. 3 Un’approfondita analisi delle tematiche pasoliniane presenti in Aracoeli si trova in C. D’Angeli, Leggere Elsa Morante. Aracoeli, La Storia e Il mondo salvato dai ragazzini, Carocci, Roma 2003, pp. 19-26. Si veda anche M. Gragnolati, Amor che move, Il Saggiatore, Milano 2013. 4 Scrive in proposito Walter Siti: «È stato il modo della Morante di interpretare quella morte, e di consolarsi di quella morte: i gattini malriusciti, le gatte se li rimangiano» (W. Siti,