UN PIANO PER LA PIANA: IDEE E PROGETTI PER UN PARCO Atti del Convegno MOLLUSCHI E CROSTACEI NELLA PIANA DI FIRENZE: IL PASSATO E IL PRESENTE Simone CIANFANELLI 1 , Elisabetta LORI 1 , Gianna INNOCENTI 1 , Elena TRICARICO 2 & Francesca GHERARDI 2 1 Museo di Storia Naturale, sezione di zoologia “La Specola”, Università di Firenze, via Romana 17, 50125 Firenze 2 Dipartimento di Biologia Evoluzionistica “Leo Pardi”, Università di Firenze, Via Romana 17, 50125 Firenze Introduzione La Piana fiorentina si sviluppa ad ovest di Firenze e comprende interamente i territori comunali di Campi Bisenzio e Signa e parzialmente i comuni di Sesto Fiorentino, Poggio a Caiano, Firenze, Lastra a Signa, Scandicci e Calenzano (Fig. 1). Questa area, fino ai primi decenni del secolo scorso, aveva risentito solo marginalmente dei drastici cambiamenti prodotti dall’uomo e aveva mantenuto una buona qualità ambientale, non essendo ancora soggetta alla pressione delle industrie e dell’agricoltura intensiva che avrebbero poi causato l’inquinamento e l’alterazione delle aree naturali. Con l’industrializzazione, si innescò un diffuso processo di urbanizzazione che vide un continuo e massiccio trasferimento di forza lavoro dalle montagne e dalle aree rurali verso i centri urbani e industriali. All’urbanizzazione si accompagnò ovviamente una forte espansione dell’edilizia e delle infrastrutture, con la conseguente alterazione e riduzione degli habitat planiziari. Questi cambiamenti, sempre più incisivi dopo la prima metà del 1900, ebbero effetti sulla fauna eteroterma locale? Abbiamo dati capaci di provare un’effettiva modificazione della fauna della Piana fiorentina nel tempo? Risposte a questi interrogativi possono essere fornite dai dati zoologici delle collezioni storiche del Museo di Storia Naturale di Firenze e dalle rare pubblicazioni scientifiche antiche. L’interesse degli zoologi della prima metà dell’Ottocento era soprattutto diretto agli animali “superiori” e spesso alla fauna esotica. Un impulso allo studio della fauna italiana e locale si ebbe sull’onda dell’unità d’Italia, che spinse molti scienziati a cercare di redigere faune regionali o nazionali al fine di sostenere le convinzioni patriottiche attraverso la scienza (Innocenti & Cianfanelli, 2008). Così furono create importanti collezioni zoologiche, anche relative a invertebrati, che costituiscono adesso reperti utili per la comprensione delle modifiche ambientali attraverso il confronto con la fauna attuale. 9-10 maggio 2008 – Polo Scientifico e Tecnologico di Sesto Fiorentino, Università di Firenze 1