Chi ci rappresenta a Bruxelles Partiti e alleanze, il mosaico elettorale europeo Enrico Calossi 17/04/2014 Storicamente le elezioni europee sono state considerate di importanza inferiore a quelle nazionali. Gli elettori hanno poi spesso votato con un occhio non tanto ai temi europei quanto a quelli nazionali. Anche questa volta molti attori politici faranno campagna soprattutto su questioni specificatamente nazionali, ma alcune novità e la dimensione continentale della crisi economica daranno maggior risalto alle questioni europee. Come nel 2009, in Italia l’elezione avviene attraverso un sistema elettorale proporzionale con sbarramento al 4% e ogni elettore può esprimere il voto di preferenza. Un’importante novità è che, per la prima volta, cinque europartiti hanno indicato i propri candidati alla presidenza della Commissione. Il Partito popolare europeo, Ppe, ha scelto Jean-Claude Juncker; il Partito socialista europeo, Pse, Martin Schulz; i liberaldemocratici, Alde, Guy Verhofstadt; i Verdi una coppia di deputati, il francese José Bové e la tedesca Ska Keller; e la Sinistra europea Alexis Tsipras. Partiti italiani in campo europeo Nel 2009 la rappresentanza italiana al Parlamento europeo (Pe) fu così distribuita: 35 eurodeputati aderirono al Partito popolare europeo (Ppe) - 29 del Popolo della libertà, 5 dall’Unione di centro e uno dalla Suedtiroler Volkspartei (Svp) - 21 ai socialisti (eletti dal Partito democratico), 9 nel gruppo Europa della democrazia e della libertà (Efd) - eletti dalla Lega Nord - e 7 nei Liberali (Alde) - eletti dall’Italia dei Valori. Nessun italiano aderì ai gruppi Conservatore, Verde e della Sinistra unitaria. Forza Italia e Nuovo centrodestra, nonostante a livello nazionale siano su sponde diverse nei confronti del governo di Matteo Renzi, sostengono entrambi la candidatura di Juncker alla presidenza. Nel centrosinistra, il Partito democratico, dopo aver sciolto l’ambiguità e aderito ufficialmente al Pse sostiene, con convinzione, la candidatura di Schulz. La Lega Nord ha modificato la propria collocazione europea, spostandosi su posizioni decisamente sovraniste e anti-euro - allacciando rapporti con il Fronte nazionale francese - e ha sostituito la scritta “Padania” nel proprio simbolo con “Basta Euro”. L’Italia dei Valori è membro dei liberali dell’Alde, ma non sembra sott olineare molto il proprio sostegno alla candidatura di Verhofstadt. L’Udc, che pur aveva superato la soglia del 4% nel 2009, si presenterà in alleanza con il Nuovo centro destra, Ncd. Svp, una lista di una minoranza etnica, è esentata dal superamento della soglia del 4%. Altre forze, non presenti nel 2009, potrebbero giocare un ruolo di spicco durante queste elezioni. Il Movimento 5 Stelle si presenterà alle elezioni non sostenendo alcun candidato alla presidenza della Commissione e senza rapporti con altri partiti nazionali o europei. Scelta civica sarà, insieme a Centro democratico e a “Fare per fermare il declino”, a sostegno della candidatura del liberale Verhofstadt nella lista “Scelta europea”. A sinistra, Sel, dopo lunghe titubanze - fino al gennaio scorso era previsto l’ingresso nel Pse - ha deciso di sostenere Sinistra europea, presentandosi con Rifondazione comunista e altre sigle nella lista “L’Altra Europa con Tsipras”.