È compito tradizionale della filosofia della conoscenza e dell’epistemologia cercare di rispondere alla do- manda: com’è possibile conoscere? Molteplici le rispo- ste nel corso dei secoli, dall’età antica ai più recenti sviluppi della filosofia e delle scienze. Negli ultimi decenni, la logica induttiva e la teoria delle probabi- lità hanno ristretto ulteriormente il campo a teorie formali di componenti specifiche, con risultati tanto solidi e importanti quanto limitati (i nomi che qui si impongono sono, tra tanti, quelli di Richard Jeffrey, Saul Kripke, David Lewis, Daniel Osherson, Clark Glymour e Kevin Kelly). Negli anni a venire è pre- vedibile che solo l’integrazione dell’epistemologia clas- sica con le scienze cognitive, la neurobiologia, la psi- cologia del ragionamento, la psicologia animale e la psicologia della conferma potrà portare a nuovi risul- tati. Approfondiremo in questa sede soprattutto due settori di ricerca: quello che si occupa dell’illusione di sapere quando non si sa e quello che invece consi- dera il caso in cui si crede di non sapere quando si sa, ossia le cosiddette domande alla Fermi. Credere di sapere quando non si sa Il vastissimo campo di indagine sul giudizio e la presa di decisione (JDM, Judgment and Decision-Making) e il particolare approccio delle euristiche e biases («para- occhi, pregiudizi»), fondato alla metà degli anni Set- tanta del 20° sec. soprattutto da Amos Tversky e Daniel Kahneman, sono ormai ben noti, anche grazie a espo- sizioni divulgative (Piattelli Palmarini 2005 e 2008; Cri- tica della ragione economica. Tre saggi, 2005). Ci soffer- meremo qui su alcuni aspetti recenti, degni di interesse e destinati a svilupparsi negli anni a venire. La sostituzione di attributi Un semplice esperimento ci introdurrà diretta- mente alla nozione di sostituzione di attributi. Si è domandato a studenti universitari statunitensi quanto giudicano, soggettivamente, di essere felici, in una scala da uno a dieci. Si è anche chiesto loro quanti appuntamenti galanti (dates) avevano avuto nel mese precedente. L’ordine con il quale queste due domande sono state poste ha alterato moltissimo le risposte: ponendo prima il quesito sulla felicità la correlazione statistica tra le due risposte è risultata trascurabile, mentre ponendo prima quello sul numero degli appun- tamenti la correlazione con la risposta sulla felicità è diventata considerevole. In sostanza, è difficile valu- tare quanto si è felici, ma facilissimo rispondere alla domanda sugli appuntamenti. Se questa viene posta prima, inconsapevolmente si sostituisce un attributo facile (numero di appuntamenti galanti) a un attributo difficile (grado di felicità) e si crede di rispondere alla domanda difficile, offrendo in realtà una risposta sulla base della domanda facile. Il fenomeno di sostituzione di attributi è molto fre- quente e lo si riscontra in una grande varietà di rispo- ste a semplici problemi. Tipico è non solo rispondere inconsapevolmente a una domanda, credendo di rispondere a un’altra domanda, come appena visto, ma anche prendere un singolo episodio memorabile per giudicare un intero periodo, rappresentarsi men- talmente un’istantanea per valutare un’intera classe di situazioni, soffermarsi su un caso tipico per giudi- care un intero insieme e fissarsi su un valore di rife- rimento, anche se del tutto arbitrario. L’effetto di ancoraggio mentale a un valore di riferimento arbi- trario, ma ben visibile sul momento, conferma l’ipo- tesi che risulti prepotente, a nostra insaputa, una componente del giudizio e delle scelte basata sulla percezione visiva. Si constata, per es., che facendo girare di fronte agli occhi di un soggetto una ruota della fortuna e chiedendo subito dopo quanti Stati africani sono membri delle Nazioni Unite, la rispo- sta numerica è strettamente correlata al numero appena uscito sulla ruota della fortuna. Dan Ariely, George Loewenstein e Drazen Prelec (2003) hanno verificato che soggetti diversi, ai quali si chiedeva di dichiarare la cifra massima che sarebbero stati disposti a offrire per acquistare vari oggetti dal prezzo a loro non ben Massimo Piattelli Palmarini L’illusione di sapere 133 133-140 (14.5 L illusione di sapere - Piattelli Palm D).qxp:III MIllennio 2009 13-07-2010 14:52 Pagina 133