III Congresso Nazionale IGIIC – Lo Stato dell’Arte – Palermo 22-24 settembre 2005 1 APPLICAZIONE DI IMAGING MULTISPETTRALE ALLO STUDIO E CONSERVAZIONE DI GRAFFITI E DIPINTI MURALI SITI NELL’EDIFICIO DELLE EX-CARCERI, PALAZZO STERI (PA). Rocco Mazzeo, Edith Joseph Università di Bologna, Laboratorio diagnostico di microchimica e microscopia. via Tombesi dall’ova 55 - 48100 Ravenna (Italia). 1 INTRODUZIONE L’imaging multispettrale applicato al campo della conservazione e restauro di superfici decorate dell’architettura rappresenta un dispositivo analitico non distruttivo, complementare alle indagini più propriamente micro-distruttive in grado di caratterizzarne lo stato di conservazione ed i materiali costitutivi. Il concetto fondamentale su cui si basa l’imaging multispettrale risiede nel fatto che le differenze composizionali e chimiche dei materiali costituenti divengono molto più visibili, quando una determinata superficie è osservato utilizzando una regione del campo spettrale diversa da quella della luce visibile. L’imaging multispettrale si è già dimostrato uno strumento di grande efficacia nell’analisi di superfici dipinte in quanto queste ultime sono essenzialmente dei sistemi complessi multi-strato 1,2 . Su parte delle superfici murarie delle tre celle collocate al primo piano dell’edificio del Complesso di Palazzo Steri denominato ‘Ex Carceri dei Penitenziati’ sono presenti i resti di pitture policrome raffiguranti immagini sacre, rappresentazioni geografiche e “scritte”, attribuite ai carcerati dell’Inquisizione che dimorarono nelle suddette celle nel corso del XVII e XVIII secolo. Delle superfici in esame sono state effettuate una serie di riprese con un sistema multispettrale d’immagine operante nel visibile, ultravioletto e infrarosso al fine di una caratterizzazione ottica e/od opto-elettronica dei graffiti e dipinti su di esse rappresentati. Tali riprese hanno reso possibile una migliore lettura delle figurazioni, grazie alla diversa risposta dei materiali pittorici in campi spettrali confinanti con il visibile e consentito una mappatura di quelle sostanze, prevalentemente di natura organica, che quando investite da radiazione ultravioletta emettono una fluorescenza osservabile nel campo del visibile che è specifica e caratteristica di ciascuna di esse. In Figura 1 sono indicate le pareti delle tre celle, denominate Cella 1, Cella 2 e Cella 3, interessate dalle riprese. Figura 1 - Planimetria dell’edificio con numerazione delle celle e indicizzazione delle pareti. 2 STRUMENTAZIONE E TECNICA IMPIEGATA 2.1 Descrizione dell’apparecchiatura Il sistema multispettrale d’immagine ARTIST contiene un sensore CCD che consente, unitamente alla consistente riduzione del rumore di fondo, di ottenere immagini ad elevata risoluzione e senza distorsione. Il trasferimento del segnale dal sistema ad computer avviene attraverso un “fireware”, permettendo una visione contemporanea sullo schermo dell’area sottoposta ad indagine. L’elevata sensibilità del CCD fa si che come sorgente di luce visibile ed infrarossa possano essere utilizzate due lampade alogene a basso voltaggio (50 W) e, come sorgente di luce ultravioletta di una lampada allo xeno con eccitazione a lunghezza d’onda prefissata pari a 365 nm. Le lampade sono posizionate a circa 45° rispetto al piano delle superfici; la distanza media di lavoro è di circa 1 metro. L’apparecchiatura può acquisire contemporaneamente immagini in sette diverse modalità che corrispondono a quattro bande diverse dello spettro elettromagnetico (Figura 2) e due combinazione di campi spettrali diversi, in particolare: riflessione ultravioletta (UVref), 320 – 400 nm; riflessione nel visibile (VIS), 400 – 700 nm; fluorescenza visibile (400 – 700 nm) con eccitazione da luce ultravioletta (FLUO); riflessione infrarossa (IR) in due bande: 700 -1000 nm (IR1), 1000- 1300 nm (IR2); infrarosso falsi colori in due possibile combinazione di canali: IR1 falsi colori (FCIR1), IR2 falsi colori (FCIR2). Cella 1 Cella 2 Cella 3 A B B C B C