Dionysus ex machina II (2011) 148-165 148 Serena Perrone Dalla scena al libro, dal libro alla scena. Qualche nota su tradizione ed esegesi antica dei testi drammatici greci Abstract In the arduous attempt to extricate the paths that lead ancient Greek comedy and tragedy from the scene to the book and from the book back to the scene reconstruction, in the framework of the complex relationship between performative tradition and textual tradition, the paper examines on the one hand the characteristics of ancient books as we know them from papyrus fragments and the rare cases in which they return traces of a possible use for the staging, on the other hand examples from the medieval scholia, showing how ancient commentators confronted the text they could read trying to reconstruct on that basis performative aspects of the plays. Nell’arduo tentativo di districare i percorsi dalla scena al libro e dal libro alla scena e il complesso rapporto tra l’evolversi di tradizione performativa e tradizione testuale della commedia e della tragedia greca, si esaminano da una parte le caratteristiche dei libri antichi attraverso i frammenti restituiti dai papiri e i rari casi in cui essi conservano tracce di un possibile uso pratico per la messa in scena, dall’altra alcuni esempi tratti dagli scolî, che mostrano come gli antichi esegeti si confrontassero con il testo che potevano leggere per ricostruire aspetti propri della rappresentazione. I classici della tragedia e della commedia greca antica, a cui noi normalmente ci accostiamo attraverso la lettura di un libro, ovviamente non nacquero come testi da leggere ma come testi teatrali, da vedere e da sentire tramite un’esecuzione sulla scena, una performance: oltre alle parole, la comunicazione avveniva attraverso i gesti, la danza, la musica, le maschere, i costumi e tutto l’apparato scenico. Nel confrontarci con i testi drammatici antichi ci troviamo quindi di fronte a due grandi questioni, differenti ma strettamente connesse: da una parte la ricostruzione dei complessi percorsi della tradizione che hanno portato a quanto – in modo limitato e più o meno frammentario – oggi leggiamo, al nostro punto di partenza; dall’altra il tentativo a ritroso di restituire alle nude parole di cui disponiamo la polisemia originaria del testo, la partitura e gli altri elementi che lo caratterizzavano nella sua prima forma. Tralasciamo volutamente il discorso sulle riprese teatrali moderne, per concentrare l’attenzione sulle fasi più antiche di entrambe le questioni: le prime attestazioni dei drammi greci in forma di libri, che aspetto avevano queste copie e quali tracce conservavano della natura performativa del testo, del passaggio dalla scena al libro; gli sforzi già dei filologi antichi per ricostruire, a partire dalle copie che potevano leggere, gli elementi propri della rappresentazione scenica, per rimontare dal libro alla scena.