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È noto fin dall’antichità che lo sforzo fisico
può essere un elemento scatenante la morte
improvvisa. Ricordiamo ad esempio il caso
di Filippide che morì durante la lunga cor-
sa da maratona ad Atene. La cosa apparen-
temente paradossale è che la morte improv-
visa colpisce non solo i cardiopatici noti ma
anche i soggetti giovani, in buone condizio-
ni generali e apparentemente sani che spes-
so praticano sport a livello agonistico. In al-
tre parole i soggetti che dovrebbero essere i
più sani in assoluto.
Questo fatto, recepito a livello intuitivo
da molti anni, in realtà è stato dimostrato
scientificamente solo di recente grazie al la-
voro di Corrado et al.
1
. Questi autori infatti,
in uno studio prospettico, hanno riscontrato
che gli sportivi di età <35 anni hanno un ri-
schio di morte improvvisa di 2.8 volte mag-
giore rispetto ai sedentari di pari età.
Le cause della morte improvvisa
da sport
È dimostrato che alla base della morte im-
provvisa da sport c’è la presenza di alcune
patologie cardiache misconosciute o sotto-
valutate nel singolo soggetto
1,2
(Figura 1).
Nella casistica italiana citata
1
, che si riferi-
sce ai soggetti di età <35 anni, la cardiopa-
tia più comune è rappresentata dalla cardio-
miopatia aritmogena del ventricolo destro,
seguita dalla coronaropatia ostruttiva, dalle
anomalie coronariche congenite, ecc. In una
casistica analoga di Maron
2
la causa più co-
mune è risultata invece la cardiomiopatia
ipertrofica. A queste patologie che hanno
una base organica, morfologicamente rile-
vabile, si aggiungono le malattie subcellula-
ri dei canali ionici come la sindrome del QT
lungo e corto, la tachicardia ventricolare ca-
tecolaminergica e la sindrome di Brugada
3
.
Molte di queste patologie hanno una base
genetica e quindi spesso sono familiari.
Nei soggetti con età >35 anni, e nell’a-
dulto maturo in particolare, la causa più co-
mune di morte improvvisa è rappresentata
dalla coronaropatia aterosclerotica
4,5
.
Nella maggioranza di queste patologie
lo sforzo fisico è il fattore scatenante di fe-
nomeni complessi che sfociano in aritmie
maligne che portano alla morte improvvisa.
Lo dimostra il fatto che, a parità di patolo-
gia, nello sportivo il rischio è maggiore ri-
spetto al sedentario: nella malattia aritmo-
gena del ventricolo destro il rischio è supe-
riore di 5.4 volte, nella coronaropatia ostrut-
tiva di 2.6 volte e nelle anomalie coronari-
che congenite addirittura di 79 volte
1
. Ne
deriva che in tutte queste condizioni la sem-
plice astensione dallo sport ha un effetto
preventivo e influenza significativamente la
storia naturale dei pazienti. Ovviamente la
prevenzione passa attraverso l’individua-
zione di queste patologie in tempo utile.
Key words:
Arrhythmias;
Athletes;
Cardiomyopathies;
Sudden death.
© 2008 AIM Publishing Srl
Per la corrispondenza:
Dr. Pietro Delise
Via Felisati, 66
30171 Mestre (VE)
E-mail:
pietro.delise@ulss7.it
Sensibilità e specificità dello screening
di primo livello nell’individuazione
delle patologie a rischio di morte improvvisa
Pietro Delise, Nadir Sitta, Giuseppe Allocca, Elena Marras, Emanuela Lanari
U.O. di Cardiologia, Ospedale di Conegliano, Conegliano (TV)
Since 1971, in Italy every citizen engaged in competitive sports activity must periodically undergo
preventive medical examinations to ascertain eligibility for sports participation. The medical exami-
nation includes rest and effort ECG.
The Italian model has a very good sensitivity in identifying most pathologies at risk of sudden
death particularly in the young (hypertrophic cadiomyopathy, arrhythmogenic right ventricular dis-
ease, chanelopathies). In this model, the ECG is very important, being able to disclose cardiac anom-
alies in most cases.
The application of the Italian screening model has progressively reduced the incidence of sudden
death in athletes.
(G Ital Cardiol 2008; 9 (Suppl 1-10): 73S-77S)
LA CARDIOLOGIA DELLO SPORT
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