ILARIA FIORENTINI 1 - ANDREA SANSÒ 2 Interagire in contesto multilingue e cose così. Il caso dei general extenders This paper deals with the analysis of general extenders in a specific language contact situation. We will show that general extenders, besides fulfilling a primary referen- tial function (extending the reference of a given expression so as to include other elements similar to a given exemplar), may also have subjective and intersubjective functions, and these functions are particularly prominent in everyday interactions. The analysis of the language contact situation confirms the hypothesis that the var- ious functions of the general extenders conform to the general tendencies found for so-called discourse markers in such situations, whereby discourse markers with intersubjective functions tend to be borrowed from the pragmatically dominant language more easily than discourse markers with more subjective functions. 1. Introduzione 3 I general extenders (da ora in avanti GE) sono una classe di espressioni formate tipi- camente da una congiunzione (in italiano e oppure o) seguita da un sintagma nomi- nale, la cui funzione originaria è l’estensione del riferimento del sintagma nominale o verbale al quale si accompagnano, con la creazione di una categoria “ad hoc”, rile- vante nel contesto dato (e cose così, eccetera, e quant’altro, o cose del genere, o che, ecc.; cfr. Overstreet, 1999, 2005; Cheshire, 2007; Tagliamonte - Denis, 2010; Ghezzi, 2013; Mauri, 2014). Nell’esempio (1), il GE and everything è utilizzato dal parlante per costruire la categoria ad hoc “informazioni personali da scrivere sull’etichetta di un bagaglio”, che include, oltre agli esempi dati (nome e indirizzo) anche altri elementi potenziali, che l’ascoltatore deve inferire sulla base della conoscenza del mondo (numero di telefono, indirizzo e-mail, ecc.): (1) Make sure your bag has a tag with your name and address and everything (Overstreet, 1999: 5) 1 Università di Bologna. 2 Università dell’Insubria. 3 La ricerca che qui si presenta si è svolta nell’ambito del progetto SIR “Linguistic Expression of Ad Hoc Categories (LEAdHoc)”, coordinato da Caterina Mauri (Università di Bologna; Codice: RBSI14IIG0). L’articolo è frutto del lavoro congiunto dei due autori. Ilaria Fiorentini ha scritto le sezioni 2 e 3, mentre Andrea Sansò ha scritto le sezioni 1 e 4.