ElisabEth Oy -Marra Giovanni lanfranco, bellori e la questione della scuola dei Carracci a roma N on c’è bisogno di sottolineare l’importanza che Giovan Pietro bellori diede alle statue antiche non solo nella sua attività di antiquario, ma anche nelle sue Vite de’pittori scultori et Architetti moderni. infatti, nel famoso discorso sull’idea, che fa da introduzione all’edizione delle Vite del 1672, la scultura antica viene considerata come uno dei modelli più significativi per l’espressione artistica, in cui bellori riconosce, come si sa, l’idea della bellezza materializzata 1 . Nelle Vite questa grande stima nei confronti della scultura antica viene con- fermata inoltre dall’illustrazione della statua dell’antinoo [Fig. 2], tra l’altro l’unica illustrazione di un’opera d’arte, allegata alla fine del vo- lume nell’appendice alla Vita di Poussin 2 . Qui l’idea della bellezza sem- bra realmente essersi calata nel marmo e viene per la prima volta misurata minuziosamente. riguardando però le Vite da vicino si nota presto come il carattere di modello della scultura antica sia piuttosto nascosto fra le righe e come l’antico non serva quasi mai – come si potrebbe invece pensare – quale modello diretto. Prescindendo dall’antinoo infatti, nelle sue Vite il bel- lori menziona solo pochi esempi di statue antiche all’epoca famose. Una delle poche espressamente nominate è il laocoonte, che bellori intro- duce nella Vita di annibale Carracci per indicare il gran vantaggio che roma poteva offrire ad annibale; le statue antiche vengono qui consi- derate come il “gran sapere degli antichi”, del quale annibale restò stu- pefatto, se vogliamo credere a bellori 3 . Mentre il fratello agostino davanti alla statua del laocoonte diventava loquace, annibale la studiò in silenzio e in modo così preciso che, voltatosi al muro disegnò la statua come se l’avesse avuta davanti agli occhi. Con questo aneddoto bellori sottolinea quindi chiaramente l’importanza della scultura antica soprat- tutto come fonte del sapere degli antichi. Vista quest’esaltazione delle statue antiche nelle Vite, ci può sorpren- dere che tra tutti gli allievi di annibale, oltre a Domenichino, il bellori dedichi una vita proprio al pittore parmense Giovannni lanfranco, la cui arte non è certo riconosciuta come ricca di siffatto “sapere antico”. lo stesso bellori rileva nella Vita del lanfranco sopratutto la facilità nelle grandi opere come anche la sua franchezza nei colori, ma non menziona neanche una volta lo studio degli antichi 4 . la scultura antica come com- 191