L’architettura MASSIMO BULGARELLI Isotta. Il programma iniziale prevede la costruzione di tre ambienti sul fianco destro della navata della chie- sa, le due cappelle funerarie di Isotta e Sigismondo e una cella interposta. 2 La chiesa allora esistente – costruita fra XIII e XIV secolo – presentava una navata unica, conclusa da tre cappelle absidali, mentre sui lati si aprivano cappel- le di dimensioni e forme diverse. 3 Da oltre un seco- lo l’edificio era sede delle sepolture dei membri del casato dei Malatesta. Attestazione di una relazione solida fra la famiglia e i Minori conventuali, che trova riscontro in diversi atti compiuti da Sigismondo, dalla donazione di una biblioteca al convento alla ricerca di predicatori appartenenti all’ordine, dalla scelta del confessore privato all’intervento per la designazione di un francescano a vescovo di Rimini nel 1450. 4 La posa della prima pietra avviene a fine ottobre del 1447 nella cappella di San Sigismondo (Fig. 22), alla presenza del vescovo della città, come racconta una cronaca del tempo. 5 Mentre l’anno seguente, in marzo, a conferma di precedenti concessioni una seconda bol- la papale accoglie la richiesta di fondazione, costruzio- ne e dotazione della cappella – quandam capellam in honorem et sub vocabulo sancti Sigismundi in civitate nostra Ariminen, partim in prophano et partim in sacro locis ecclesie domus sancti Francisci ordinis fratrum Quoniam vero meretrices in huiusmodi locis, hoc est sub fornicibus habitare consueverunt, fornicariae sunt appellatae, et fornicari est cum meretrice coire [“poiché in verità le meretrici erano solite abitare in luoghi del genere, cioè sotto i fornici, furono chiamate fornicariae, e fornicare significa congiungersi con una meretrice”] NICCOLÒ PEROTTI, Cornucopiae I primi tre anni Il 12 settembre 1447 papa Niccolò V concede a Isot- ta degli Atti la facoltà di ricostruire la cappella degli Angeli, nella chiesa di San Francesco a Rimini. Dedi- cata a san Michele, la nuova cappella prende il posto di quella eretta per volontà di Leontino da Rimini, vescovo di Fano, che risale agli anni ottanta del secolo precedente. 1 Inizia così, per noi, la storia del rifacimento della chiesa del convento francescano, storia breve e inten- sa che porta alla realizzazione di uno degli edifici più famosi e discussi del Quattrocento italiano, il Tempio Malatestiano. Tutto fa pensare che la cappella faccia parte dall’inizio di un intervento voluto da Sigismon- do Pandolfo Malatesta, signore di Rimini e amante di 49 N/E S/W N/W S/E Cappella della Madonna dell’Acqua (Cappella delle Sibille) Cappella memoriale dei Caduti Cappella di San Raffaele Arcangelo (Cappella dei Giochi infantili) Cappella di Sant’Agostino (Cappella delle Muse e delle Arti Liberali) Cappella del coro Cappella del SS. Sacramento Cappella della Concezione Cappella di San Michele Arcangelo (Cappella di Isotta) Cappella di San Sigismondo Cappella di San Girolamo (Cappella dei Pianeti) Cella delle Reliquie 22. Pianta del Tempio Malatestiano. 22 049-122Bulgarelli.indd 49 21/05/12 13.39