Lo spazio urbano è il terreno di contesa politica. Note sul pensiero di Henri Lefebvre 1 in «Il Ponte», n. 2, Febbraio 2017, pp. 22-34 – ISSN 0032-423 X Francesco Biagi Per il potere qual è l’essenza della città? Essa fermenta, piena di attività sospette, di delinquenza; è un focolaio di agitazioni. Potere dello stato e grandi interessi economici non possono concepire molto di più di una strategia: svalorizzare, degradare, distruggere la società urbana. 2 Introduzione Negli ultimi vent'anni un vivace interesse ha nuovamente illuminato la parabola critica di Henri Lefebvre. Il pensiero del sociologo francese è stato a lungo oscurato dalla seducente attrattiva esercitata dalla corrente strutturalista e post-strutturalista francese. Allo stesso tempo, le nuove problematiche e le nuove sfide che attraversano la città e l'urbano hanno rappresentato un terreno assai fertile per una renaissance lefebvriana. Vasto merito va attribuito al dibattito anglofono e alla cosiddetta “terza ondata” di studi lefebvriani; 3 al contrario in Francia Lefebvre è sopravvissuto come un fiume carsico grazie al quasi solo contributo dei suoi allievi e collaboratori. 4 Allo stesso modo in tutto il mondo è spesso citato – e molto probabilmente solo conosciuto – per il concetto di “diritto alla città”. Celebre formula che ha esemplificato una cifra di lettura dei processi di accumulazione ed espropriazione tipici della proprietà privata (e della rendita finanziaria) nelle società modellate da un capitalismo più maturo. L'autore francese non si è mai occupato in maniera sistematica di elaborare una teoria della cittadinanza o una “teoria sistematica del politico”, né di uniformare entrambi i concetti a una propria definizione; tuttavia è innegabile come dai suoi testi emerga un'idea assai puntuale. Dobbiamo quindi restringere il campo e comprendere subito i confini entro i quali indagheremo. Innanzitutto, la “cittadinanza” in Lefebvre assume un significato simultaneamente pratico e politico. Pratico perché guarda al vissuto della prassi, a come concretamente il capitalismo fordista modelli a suo piacimento la società. Politico perché nella scrittura di Lefebvre è sempre presente l'appello al cambiamento sociale, un vero e proprio monito alla trasformazione dello stato di cose presenti, dopo averle ben ponderate e sottoposte a critica. Questo tipo di approccio – infine – si cala in un quadro particolare, lo spazio urbano, la città come punto di vista privilegiato per la costruzione di una prospettiva sociologica onnicomprensiva. Pertanto metteremo a fuoco le implicazioni spaziali e urbane del concetto di politico, tenendo a mente almeno tre interrogativi: chi decide sulla città e delle sorti della città? Quali sono i poteri di comando della città? Quale tipo di conflittualità producono simili poteri? Henri Lefebvre e la città fordista: alcune note sulla produzione capitalistica dello spazio urbano 1 Questo testo è una rielaborazione, in parte fedele, dell’intervento tenuto durante la sessione “Questioni urbane” della Prima conferenza nazionale dei dottorandi in scienze sociali tenutasi a Padova nelle giornate 23, 24, 25 giugno 2016. 2 H. Lefebvre, Il diritto alla città, Ombre Corte, Verona, pp. 81-82. 3 Cfr.: L. Stanek, Henri Lefebvre on space: architeture, urban research and the production theory, University of Minnesota Press, Minneapolis-London, 2011., pp. XIV-XV; K. Goonewardena, S. Kipfer, R. Milgrom e C. Schmid, Space, difference, everyday life. Reading Henri Lefebvre, Routledge, London-New York, 2008, pp. 1-16. 4 Cfr.: A. Merrifield, Henri Lefebvre: a critical introduction, Routledge, New York-London, 2006, pp. 100-101.