Nonostante le prospettive teoriche che si occupano di politica in Italia diventino, nella seconda metà del Novecento, sempre più specializzate a livello accade- mico (filosofia politica, scienza politica, storia delle dottrine politiche, sociologia ecc.), il panorama cultu- rale italiano risulta a lungo determinato dalla contrap- posizione tra blocco sovietico e blocco americano, con il discrimine tra comunisti e anticomunisti a fare spesso da macrocesura rispetto a posizioni teoriche in realtà molto più articolate. Tale contrapposizione assume però tratti distintivi tipici della storia italiana, visto che l’effettivo contrasto politico e culturale tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Ottanta è quello tra cattolicesimo e marxismo, intorno a cui si stratificano altre posizioni filosofico-politiche, meno rilevanti sul piano del dibattito pubblico ma importanti dal punto di vista teorico. L’originalità del panorama italiano non consiste infatti solo nella sua particolare reinter- pretazione della contrapposizione internazionale tra Est e Ovest, ma anche nella significativa presenza di tradizioni politiche che, sebbene non accedano a una diffusione di massa, dimostrano vitalità e influenza, soprattutto a livello di elaborazione teorica e di pre- senza nel mondo accademico: liberalismo, repubbli- canesimo, socialismo, federalismo, teorie della demo- crazia. Infine non può essere dimenticata la presenza di una cultura politica di destra che, senza alcuna aper- tura al panorama del conservatorismo europeo, a lungo si limita al culto del mito mussoliniano e a un deside- rio nostalgico di ritorno al fascismo. Nell’ambito delle tradizioni politiche che hanno dominato la cultura italiana del secondo dopoguerra è possibile effettuare una distinzione di carattere ‘socio- logico’ tra le teorie che hanno ispirato movimenti con un largo seguito popolare (in primo luogo cattolice- simo politico e marxismo, ma per certi aspetti anche la destra di ispirazione fascista), le teorie che invece non hanno avuto tale esito, rimanendo spesso confi- nate all’interno del mondo accademico e delle élites (soprattutto liberalismo e repubblicanesimo) e le teo- rie che, pur godendo di diffusione mediatica e di favori ideologici (in particolare il socialismo riformista e il pensiero democratico ma, per certi aspetti, anche il federalismo, almeno a partire dagli anni Novanta), non hanno però realmente inciso sulla scena pubblica e nella costruzione di un’egemonia culturale, restando spesso vuote etichette. Naturalmente a questa distin- zione ‘sociologica’ non corrisponde un giudizio di valore sulla qualità dell’articolazione di tali teorie; al contrario, i contributi teorici più rilevanti vengono prodotti proprio all’interno di quelle tradizioni poli- tiche minoritarie nella società – con particolare riguardo al pensiero democratico, i cui contributi sono di rilievo internazionale soprattutto grazie alle opere di Norberto Bobbio (1909-2004) e Giovanni Sartori (n. 1924) – ma radicate in un mondo accademico che è in stretto rapporto con la cultura europea. Un originale intreccio di culture politiche Tra le teorie che hanno ispirato movimenti con un largo seguito popolare è senza dubbio presente il mar- xismo, che ha ampiamente caratterizzato il panorama filosofico e politico italiano del secondo Novecento. Sulla scia dell’insegnamento di Antonio Gramsci, numerosi sono stati gli intellettuali che hanno contri- buito a elaborare una versione ‘nazionale’ del pensiero marxista. Tra i principali caratteri del marxismo ita- liano vi è infatti il profondo intreccio – con esiti diversi e talvolta contrastanti – tra filosofia e impegno civile, tra teoria e prassi, tra etica e politica: contro l’orto- dossia del materialismo dialettico di ispirazione sovie- tica, nel marxismo italiano risulta centrale la conce- zione secondo cui la filosofia deve trasformarsi in uno strumento teorico di comprensione dei conflitti sociali e, viceversa, i conflitti sociali tra borghesia e proleta- riato devono essere inquadrati in una concezione che non può essere fondata esclusivamente sui rapporti di forza all’interno della struttura economica o sulle dinamiche rivoluzionarie. Il nesso tra teoria e prassi è dunque centrale nella riflessione dei più importanti Carlo Altini Teorie della politica 739