Per una concezione immanente della catastrofe. Verso un’ermeneutica dell’emergenza Mattia Bertin Politecnico di Milano DAStU - Dipartimento di Architettura e Studi Urbani Email: mattia.bertin@gmail.com Inés Aquilué Junyent Universitat Politècnica de Catalunya / BarcelonaTech UPC Departament d'Urbanisme i Ordenació del Territori Email: ines.aquilue@gmail.com Javier Ruiz Sánchez Universidad Politécnica de Madrid UPM Departamento de Urbanística y Ordenación del Territorio Email: javier.ruiz@upm.es Abstract Il paper vuole spostare l’approccio di gestione del rischio da un modello di amministrazione del costruito e soccorso dei civili verso un modello di governo partecipato della salvaguardia delle relazioni e del capitale sociale. A partire da una lettura dell’emergenza come la manifestazione violenta di caratteri propri di uno spazio urbano, e, per questo, riconoscibili anticipatamente, approfondiremo la questione della rimozione del rischio. Attraverso la descrizione dei casi di Bijlmermeer, L’Aquila e New Orleans, vedremo i limiti di un’ideologia del pianificatore come fondatore e salvatore. Sosterremo la necessità di passare da una visione tecnica e professionale a una visione ermeneutica e collettiva della rappresentazione urbana del rischio. Riconosceremo nella tradizione del pensiero ermeneutico un efficace strumento per la mobilitazione dei soggetti chiamati in causa da un evento, chiamandoli a descrivere anticipatamente rischi e potenzialità del loro territorio, preparando così il sistema a rispondere autonomamente. La tesi sostenuta dal paper è che un approccio processuale e laboratoriale alla pianificazione dell’emergenza a livello urbano, che parta da una rappresentazione ermeneutica e collettiva dei rischi e delle risorse, porterebbe notevoli effetti in termini di costruzione di una reale cultura del rischio, aumentando sensibilmente il livello di resilienza di un sistema territoriale. Parole chiave: Urban regeneration, resilience, participation. Le parole della crisi La cronaca degli ultimi dieci anni ci parla sempre più frequentemente di disastri urbani causati da violenti eventi naturali: alluvioni, siccità e uragani hanno incrementato di numero e di intensità, a scala globale come nel nostro Paese. A ciò si aggiungono eventi catastrofici consueti per il nostro Paese, come terremoti e frane. Per decenni abbiamo pensato che la gestione di un evento di questo tipo fosse da demandarsi ad un servizio di soccorso tecnico di rapido intervento, rinunciando a prendere in considerazione la questione del rischio nello sviluppo del pensiero sulla pianificazione, ora sempre più ci accorgiamo della grave 538