Rivisitando 85 - La Chimica e l’Industria - 55 RICHMAC Magazine - Luglio/Agosto 2003 I n quest’articolo s’intende mostrare il substrato culturale della chimica e la sua importanza per tutta la scienza. Che vi sia un aspetto culturale della chi- mica non è per niente scontato per due motivi. Per prima cosa per tutta la scien- za in generale, e, quindi, per le sue di- scipline in particolare, non è da tutti da- to per assodato che esse siano qualco- sa di più che “tecniche” e che si possa parlare di “cultura”. Questo modo di ragionare si scontra con un mondo che dipende sempre più dalla scienza e dalla tecnica fino al punto che, nel bene o nel male, esso appare “ingab- biato” in questi ambiti [1]. Su questo pro- blema generale non entreremo in nessun modo in questo lavoro, dando per asso- dato che la scienza è una parte rilevante della cultura moderna. Esiste poi un se- condo motivo che potrebbe portare ad una chimica senza substrato culturale: le discipline come divisioni convenzionali e la sostanziale importanza solo a livello storico delle specifiche discipline scienti- fiche. Qualche cenno su questo punto è invece parte integrante di questo lavoro. La chimica è una disciplina complessa e come tale presenta molti aspetti. Il prin- cipale è senz’altro la sua “produzione” materiale, i suoi “prodotti”, che hanno modificato e modificano la nostra vita quotidiana. Quest’aspetto essenziale è ben presente sia in chi critica questa di- sciplina sia in chi la vuole difendere. Molto meno considerato è, invece, l’aspetto culturale sotteso alla chimica e a volte, anche in ambito chimico, non ri- conosciuto o trascurato. Io credo che dalla sua mancata valoriz- zazione possono venire problemi gene- rali per la nostra disciplina. Inoltre, tali aspetti culturali potrebbero essere usati come arma di difesa, non nell’immedia- to e nello specifico, ma in tempi medio- lunghi e in generale, dagli attacchi con- centrici cui è sottoposta ogni giorno la chimica. Prima di passare ad analizzare il substrato culturale della chimica spen- diamo poche parole sull’importanza di una scienza divisa in discipline. Credo che ce ne sia bisogno perché ormai, an- che nello stretto ambito scientifico, sta passando l’idea che le discipline sono pure convenzioni. di Giovanni Villani Lo scopo di questo lavoro è di trovare il substrato culturale della chimica e di mettere in evidenza l’importanza di questo aspetto per tutta la scienza. Questo è fatto in un’ottica non- riduzionista della scienza, dove ogni disciplina ha uno specifico approccio epistemologico e alcuni caratteristici aspetti culturali. Mostro e sottolineo l’immagine chimica del mondo che emerge da tale substrato culturale e paragono questo quadro “complesso” a quello della biologia e al “semplice” mondo della fisica. G. Villani, Istituto per i Processi Chimico-Fisi- ci (IPCF) del CNR - Pisa. villani@ipcf.cnr.it Con questo titolo si è svolta a Forlì lo scor- so marzo una riunione dai cui lavori sono idealmente tratti gli articoli che seguono, riuniti a costituire una trilogia di riflessione sulla nostra disciplina. Tale riunione, pub- blicizzata sulla SCI-list, ha visto la parteci- pazione di numerosi studiosi d’ambito chi- mico e, soprattutto, ha coinvolto tutti i mol- teplici aspetti della nostra disciplina: dalla storia all’industria chimica, dalla didattica alle varie aree disciplinari. Dai lavori di tale riunione sarà tratto un libro edito dalla Rai- Eri, che dovrebbe uscire entro l’anno. Uno degli scopi di quella riunione era di innescare un dibattito interno alla chimica su questi temi generali e questa nota, e i tre lavori che seguono, possono concorre- re a questo scopo. Ritorniamo alla riunione di Forlì. Tale riu- nione è stata organizzata dall’associazione “Nuova civiltà delle macchine” che ha, nei fatti, dimostrato un’apertura mentale non comune indirizzandosi anche ad una disci- plina, come la chimica, percepita come “altamente negativa” dall’opinione comu- ne. Di questo voglio pubblicamente ringra- ziare il suo coordinatore Igino Zavatti. Dell’organizzazione scientifica ci siamo oc- cupati Pietro Greco, giornalista scientifico, ed io. La compresenza sia del mondo della ricerca sia di quello della comunicazione è un aspetto rilevante non solo per questa riunione, ma anche per un dibattito gene- rale sulla chimica e va sottolineata. La riunione ha avuto uno svolgimento atipi- co. Non vi sono state le numerose comuni- cazioni di varia forma e grandezza che sono tipiche dei nostri congressi e workshop. Da- to il tema, si è preferito dare la massima ri- levanza alla discussione. Per fare ciò sono state tenute solo due comunicazioni, se tali si possono chiamare, incentrate sulle radici storiche e la specificità della nostra discipli- na (Luigi Cerruti, Università di Torino) e sull’attualità e le prospettive della ricerca chimica (Vincenzo Balzani, Università di Bo- logna). Ringrazio ambedue gli oratori per l’onere che si sono assunti nel trattare non tanto le loro ricerche specifiche, ma nel por- tare in primo piano i temi generali della di- scussione. L’Introduzione è stata svolta dal sottoscritto. Non si è ritenuto, invece, di fare delle Conclusioni, considerando che questa riflessione non terminava in quella sede, ma proseguiva con altri mezzi, come per esem- pio questi lavori su La Chimica e l’Industria e il successivo volume della Rai. Giovanni Villani Istituto per i Processi Chimico-Fisici (IPCF) del CNR Riflessioni sulla chimica e dintorni L’importanza culturale della chimica Quando la chimica ispirava la poesia. Liberamente tratto dalla copertina di un libro di inizio Novecento