GUIDO MILANESE
I “LACCI E GLI SBADIGLI”:
PASCOLI, MARTINI, GIOLITTI, E L’INSEGNAMENTO
DI LATINO E GRECO NELL’OTTOCENTO ITALIANO
Before the great Italian poet Giovanni Pascoli (1855-1912) was appointed University Professor of
Latin and later of Italian, he taught in several Italian high schools. In 1893, the Secretary for Education,
the journalist and writer Ferdinando Martini, wishing to improve the teaching of Latin in Italy,
appointed Pascoli as a member of a committee of specialists in this field. Pascoli, who was elected
president of the committee, wrote a famous report criticizing the excess of grammar and erudition
and the lack of a true “reading” of authors. The paper shows that Pascoli’s statement must be
understood within the framework of the cultural struggle concerning the teaching of Latin and Greek
in the first decades of the recently unified Italy: the “local” tradition (i.e. practical teaching of Latin,
particularly in Central Italy and Catholic schools) was challenged by a different approach, particu-
larly in the North of the country. This was of German origin and placed the emphasis on grammar
and philology. Many years later, in 1922, a letter of Giovanni Giolitti, who in 1893 was Prime
Minister, shows the influence of Pascoli’s ideas, as well as of other disputes regarding the teaching
of Greek in Italian high schools.
Probabilmente il locus classicus più frequentemente utilizzato dai sostenitori della
necessità di un rinnovamento dell’insegnamento del latino in Italia è un giudizio
attribuibile al Pascoli; “attribuibile” al Pascoli, ma certamente non “del” solo
Pascoli. La vicenda di riferimento è nota. Nel 1893, incaricato dal ministro Martini
di far parte di una Commissione per riordinare lo studio del latino nei Ginnasi e
Licei, il Pascoli ne venne unanimemente nominato relatore, sicché i giudizi ivi
riferiti non sono del solo Pascoli, come spesso si tende a presentarli auctoritatis
causa, ma dell’intera commissione. Poiché normalmente da questa Relazione
vengono citate poche frasi, converrà riferire in modo un po’ più ampio:
Dal Ginnasio al Liceo, dal Liceo all’Università è, per cosi dire, un ponte; dalle Elementari
alle scuole Classiche un fosso. Il fanciullo al suo primo entrare nel Ginnasio prova una
meraviglia, uno stordimento, uno sbigottimento, del quale spesso non si riavrà mai: parole
* Alla memoria di mio nonno Attilio Bertora (1898-1977), al quale debbo l’interesse per Giolitti
e il suo tempo.
Ringrazio vivamente, per aver letto l’articolo, per consigli bibliografici, correzioni e integra-
zioni, Antony Alexander, Andrea Balbo, Gualtiero Calboli, Antonio Carlini, Francesco Citti, Enrico
Elli, Massimo Ferrari, Rolando Ferri, Nicola Flocchini, Maria Teresa Girardi, Attilio Mastino, Marco
Milanese, Lucia Mor, Mario Taccolini, Ilaria Torzi, Alfonso Traina. Sono grato a Paola Pinotti per
avermi invitato a tenere un seminario sul tema di questo studio a Bologna nel febbraio 2010.
Aevum, 84 (2010), fasc. 3
© 2010 Vita e Pensiero / Pubblicazioni dell’Università Cattolica del Sacro Cuore