RAUL DAL TIO “SOLI FIDE DEO” L’EPITAFFIO DI CLAUDE GUICHARD AL PALAZZO RONCAS E NELLA CASA LA CRÊTE-PALLAVICINI DI AOSTA Premessa Due dipinti murali simili per iconografia, collocati nel centro storico di Aosta, rispettivamente in una casa privata e nello scalone d’onore del palazzo apparte- nuto al Segretario di Stato del duca di Savoia Pierre-Léonard Roncas, sono cor- redati da un distico in lingua latina, la cui fonte era fino ad oggi ignota. Un recente saggio, a firma di Dick Wursten e Jetty Janssen 1 , relativo alla col- locazione e successiva scomparsa dell’epitaffio del poeta Clément Marot 2 dalla cattedrale di San Giovanni di Torino, ha rivelato la fonte del distico di Aosta: trattasi di una parte dell’epigrafe, a tutt’oggi affissa nella chiesa metropolitana di Torino, che commemora un tal Claude Guichard, deceduto l’8 maggio 1607. Questo ritrovamento ha generato numerosi interrogativi, primo fra tutti il possibile nesso tra l’epitaffio di Marot e quello di Guichard. Una storia con ampie zone grigie, laddove la vita avventurosa del poeta francese, in odore di eresia protestante, si intreccia con gli eventi della Controriforma, fino a quando, l’epitaffio di Claude Guichard, un fedele all’ortodossia cattolica, ad un certo punto pare fisicamente scalzare quello del ben più illustre Marot. La complessità di questi eventi, preliminarmente affrontati da Adalberto Olivero all’inizio degli anni Sessanta e successivamente ampliati da Richard Cooper nel 2008 3 , impone in questa sede una revisione del succinto studio di 103 1 WURSTEN, JANSSEN, 2010, pp. 293-303. 2 Clément des Marets detto Marot nasce a Cahors (regione del Midi-Pirenei) nel 1496. Il padre Jean è poeta prediletto di Luigi XII, poi di Francesco I. Clément, dopo un periodo di studi a Parigi, viene sistemato dal padre come paggio del signore di Villeroy. Nel 1515 Marot pubblica i suoi primi versi; una poesia breve, dal titolo Petite Epître, indirizzata a Francesco I suscita l’interes- se del re. Il sovrano lo raccomanda alla sorella Margherita d’Alençon, futura regina di Navarra, della quale diverrà valet de chambre. A causa del suo carattere inquieto e poco tollerante dei detta- mi della religione cattolica, Marot viene arrestato in due occasioni (1526-1527), ma sempre rimesso in libertà grazie alla benevolenza del re e all’intercessione dell’amico Léon Jamet. Dal 1527 al 1534 si accresce il suo credito come poeta presso la corte di Francia, ma anche la fama di simpatizzante e frequentatore di riformati. Muore a Torino il 12 settembre 1544. Ulteriori note biografiche alle pp. 108-110. LAGARDE, MICHARD, 1970, pp. 13-14. 3 OLIVERO, 1962, pp. 263-265; COOPER, 2008, pp. 520-521.