MF 117 (2017) 130-142 LA “ITE VOS”: DAGLI IMPEGNI FRUSTRATI DI RIUNIFICAZIONE ALLE SPERANZE DELUSE DELLA “BULLA UNIONIS” Luigi Pellegrini, OFMCap I. Nൾඅ ർඈඇඍൾඌඍඈ ൽൾඅඅൺ “඀උൺඇൽൾ ඌඍඈඋංൺ” Per valutare la portata storica effettiva della Ite vos è necessario inserir- la nel contesto delle vicende dell’Europa e del papato tra gli ultimi decenni del secolo XV e i primi del XVI. Un periodo tormentato e complesso per la storia della società europea, dilaniata da guerre per la supremazia terri- toriale, combattute dalle grandi potenze. Il papato ne era totalmente coin- volto, mentre la chiesa veniva sollecitata da più parti in ordine a una pro- fonda riforma in capite et membris, compito che avrebbe dovuto assumersi il concilio convocato presso il Laterano nel 1512 e concluso senza notevo- li risultati proprio nel 1517. A partire da quell’anno la compagine ecclesia- stica e la stessa società civile venivano profondamente scosse dalla bufe- ra del protestantesimo. Contestualmente, l’orizzonte geografico e storico si stava dilatando a dismisura con il coinvolgimento delle potenze politiche e degli attori religiosi, le une e gli altri implicati nella “corsa verso il nuo- vo mondo”. Si distinsero, in quanto particolarmente attivi nella “conquista religiosa” degli spazi geografici scoperti di recente, gli Osservanti, impe- gnati ad allargare le frontiere della cristianità, in qualche caso con suppor- ti e metodi discutibili. In tale contesto anche gli eventi traumatici e di vasta portata che per oltre un ventennio dilaniarono il territorio italiano, le così dette “guerre d’Italia” (1494-1521), assumono un’importanza relativa, benché abbiano coinvolto i principali sovrani d’Europa. Nella prosecuzione drammatica di tali guer- re ebbe un’eco particolare il così detto “sacco di Roma”, in quanto scon- volse l’ormai da più parti contestata capitale della chiesa d’Occidente e il papato che per l’ennesima volta si era fatto trascinare nelle lotte per la su- premazia delle grandi potenze: in reazione alla lega antiasburgica promossa da Clemente VII nel maggio 1526, Carlo V nell’anno successivo giungeva a scagliare contro la stessa Roma i suoi Lanzichenecchi, mettendo a rischio la vita del pontefice, il quale si salvò rifugiandosi in Castel Sant’Angelo. Nel frattempo dall’Oriente incombeva minacciosa la sfida mortale dell’impero ottomano che puntava al cuore stesso della cristianità, dopo