Oltre l’uomo? L’ideologia scientista del transumanesimo Massimo Reichlin Professore associato di Etica della vita nell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, <massimo.reichlin@unisr.it> Aggiornamenti Sociali novembre 2012 (753-764) 753 approfondimenti La scienza e la tecnologia sono in grado di condurre l’uomo a un nuovo stadio evolutivo che gli consenta di espandere indefinitamente le proprie capacità e superare i limiti (invec- chiamento, malattia, sofferenza, morte) che da sempre segnano l’esperienza umana? È questa la convinzione del movimento transumanista. Esaminarne seriamente le posizioni conduce ad affrontare la questione della realizzabilità di tale obiettivo, ma soprattutto della sua desiderabilità dal punto di vista etico, nonché in termini di felicità ed equità. U na lunga tradizione occidentale, che attinge sia alle Scrittu- re ebraico-cristiane sia alla filosofia greca, vede nell’essere umano il vertice della creazione e celebra la grandezza e la dignità di chi è stato fatto «di poco inferiore a Dio» ( Salmo 8, 5). Alcuni pensatori hanno invece sottolineato le possibilità qua- si illimitate che, grazie alle sue capacità razionali e alle sue abilità tecniche, l’essere umano possiede per perfezionare se stesso, fino al punto da superare le sue attuali limitazioni. Questo ideale utopi- co di un superamento radicale dei propri confini è stato formulato sistematicamente, in anni recenti, dal movimento transumanista; si tratta di un’ideologia filosofico-scientifica che si propone di propiziare il passaggio dell’umanità a una condizione di vita superiore, affrancata dai vincoli delle sue condizioni biologiche, di giungere cioè a una condizione “postumana”. I transumanisti