Francesco Bianchini L’approccio fenomenologico alla scienza cognitiva. Le forme della conoscenza tra Leibniz e Husserl Abstract: The phenomenological approach to cognitive science. Forms of knowledge between Leibniz and Husserl In this paper I try to show that some elements of Leibniz’s thought are notable and still useful in contemporary trends of cognitive science connected with the phe- nomenological approach. Such an approach, that directly comes from Husserl re- flections, offers new perspectives in which it is possible to consider cognitive sub- ject, conscious phenomena and the conscious aspects of thought. This is especially true for situated, embodied and enactive cognition. In particular, I deal with per- ception, an aspect of cognition that is very important for both Leibniz and Husserl. My thesis is that the dichotomy between analysis and synthesis (in mathematics, lo- gics and general theory of knowledge) leads Leibniz to powerful and fruitful ideas on perception, that are close to enactivism, emergence, and the overcoming of the limitations and the problems raised by a pure dualistic view of subject and object, something that we can also find in the phenomenological approach to mind and cognition. Keywords: Analysis, Leibniz, Cognitive science, Perception, Enactivism. 1. Introduzione Quando nei primi anni del secolo scorso, anche per la rinnovata atten- zione dimostrata dalla scuola matematica di Peano, compare l’edizione cri- tica dei principali scritti logici leibniziani (Couturat 1901; C), si era nel pie- no dell’epoca dei fruttuosi rapporti fra logica e matematica riguardo ai principi di fondazione delle due discipline. La rilevanza del dibattito con- corse al risveglio dell’interesse per Leibniz e ben presto ci si rese conto che, nell’incessante attività di costruzione e ricostruzione teorica tipica del suo pensiero, egli aveva offerto contributi logici che solo dopo quasi due secoli avrebbero ricominciato, in modo indipendente, ad essere oggetto di studio e di sistemazione teorica. Tali contributi, infatti, corrispondono ad alcune acquisizioni della logica formale raggiunte nella seconda metà dell’Ottocen- to da Boole, De Morgan e, in generale, dalla logica matematica moderna, in particolare per quanto riguarda il calcolo delle classi e l’idea che solo un formalismo rigoroso avrebbe potuto esprimere l’essenza della conoscenza.