RIVISTA N°: 1/2011 DATA PUBBLICAZIONE: 08/02/2011 Domenico Siclari Consigliere parlamentare Dottore di ricerca in Diritto pubblico dell’economia, Università di Roma “La Sapienza” IL D.LGS. N. 85 DEL 2010 IN MATERIA DI FEDERALISMO PATRIMONIALE NEL PROCESSO DI ATTUAZIONE DELL’ART. 119 DELLA COSTITUZIONE 1. Il d.lgs. 28 maggio 2010, n. 85, recante l’attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, è stato emanato in attuazione dell’art. 19 della legge 5 maggio 2009, n. 42 sul federalismo fiscale, che aveva delegato il Governo appunto ad emanare decreti legislativi, con riguardo all’attuazione dell’art. 119, sesto comma, della Costituzione, che stabilissero i princìpi generali per l’attribuzione agli enti territoriali di un proprio patrimonio. La specifica norma di delega va ricollegata a quanto previsto dall’articolo 1, comma 1, della stessa legge n. 42, che, nell’indicarne l’ambito di intervento, ha previsto che essa rechi la disciplina dell’attribuzione di un proprio patrimonio agli enti territoriali. L’attribuzione di un patrimonio alle Regioni e agli enti locali trova il suo fondamento nell’art. 119, sesto comma, della Costituzione come modificato dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, recante la riforma del Titolo V della Carta, il quale prevede l’attribuzione di un patrimonio a regioni, comuni, province e città metropolitane. Rispetto alla formulazione originaria dell’art. 119, la riforma del 2001 utilizza la nozione di “patrimonio” in luogo di quella di “demanio” e prevede l’attribuzione di un proprio patrimonio non solo alle regioni, bensì a tutti i livelli territoriali (cfr. G. Fransoni - G. Della Cananea, Art. 119, in Commentario alla Costituzione, a cura di R. Bifulco - A. Celotto - M. Olivetti, vol. III, Torino, 2006, 2375). Le finalità e gli auspici di politica legislativa del decreto in commento, oltre che dalla norma di delega recata dalla legge n. 42 del 2009, ben si evincono dalla lettura delle premesse al parere reso sullo schema dalla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, secondo cui “il federalismo patrimoniale, lungi dall’essere inteso come uno strumento volto al soddisfacimento di egoismi territoriali ovvero a depauperare il patrimonio statale, vuole rappresentare un nuovo e più moderno approccio per la gestione e la valorizzazione dei beni pubblici, un’opportunità per ampliare le potenzialità di utilizzo di un patrimonio spesso, in passato, trascurato o inadeguatamente messo a reddito; esso costituisce inoltre un’occasione per riqualificare beni demaniali che scontano oggi, sovente, una divaricazione tra il soggetto proprietario, l’ente gestore delle funzioni amministrative ed il livello territoriale sul quale gli stessi beni insistono, che ne rende complessa e farraginosa la effettiva valorizzazione nell’interesse della collettività”. 2. Il contenuto del decreto legislativo in commento attua le indicazioni della norma di delega,