1 INTRODUZIONE Le comunità planctoniche rivestono un ruolo fondamentale nel funzionamento degli ecosi- stemi marini, contribuendo in modo sostan- ziale ai cicli biogeochimici. Possibili effetti dei cambiamenti climatici sulle comunità planctoniche costituiscono, pertanto, motivo d’interesse e di preoccupazione, a livello glo- bale. Gli organismi del plancton sono consi- derati buoni indicatori dei cambiamenti cli- matici negli ambienti marini, addirittura più informativi delle variabili ambientali stesse (Hays et al., 2005): le risposte biologiche non sono infatti lineari e, pertanto, possono am- plificare le perturbazioni ambientali (Taylor et al., 2002). Le comunità planctoniche mostrano variazio- ni ricorrenti nell’abbondanza e nella compo- sizione in specie su scala interannuale. Esi- stono alcuni paradigmi che descrivono suc- cessione e distribuzione delle comunità planctoniche, derivati da concettualizzazioni e generalizzazioni di osservazioni sperimen- tali. Ad esempio, per le aree temperate, la successione stagionale del fitoplancton viene descritta da una distribuzione bimodale, ca- ratterizzata da una prima fioritura primaveri- le, all’inizio della stratificazione termica, e una seconda all’inizio dell’autunno, con l’ap- profondamento del termoclino (Cebriàn & Valiela, 1999). Tuttavia, esistono parecchie eccezioni a questo modello. Nel Mare Medi- terraneo, ad esempio, è evento comune e dif- fuso la comparsa di una fioritura invernale (Duarte et al., 1999). Inoltre, negli ambienti marini costieri e neritici l’abbondanza e la composizione del plancton sono caratterizza- te da un grado elevato di variabilità spazio- temporale: la complessità di queste aree per l’alta variabilità dei fattori ambientali e delle risposte delle comunità rende estremamente difficoltoso definire un ciclo annuale regolare del plancton. Per queste ragioni, serie di dati pluriennali rappresentano uno strumento uni- co e imprescindibile per fornire ricostruzioni affidabili del ciclo stagionale del plancton in questi ambienti (Southward, 1995). Osserva- zioni ripetute negli anni infatti permettono di distinguere andamenti regolari e ricorrenti da eventi eccezionali e occasionali (Coljin, 1998) e di definire eventuali cambiamenti delle caratteristiche idrochimiche, trofiche e biologiche determinate sia dall’influenza 551 Comunità fitoplanctoniche e climatologia nell’Adriatico Settentrionale A. Pugnetti, M. Bastianini, F. Acri, F. Bernardi Aubry, F. Bianchi, A. Boldrin, G. Socal Istituto di Scienze Marine, CNR, Venezia, Italia alessandra.pugnetti@ismar.cnr.it SOMMARIO: L’analisi spazio-temporale delle caratteristiche fisiche ed idrochimiche della colonna d’acqua correlata allo studio della struttura delle comunità planctoniche consente una fondamentale valutazione dei cambiamenti climatici dell’ecosistema marino. In Adriatico Settentrionale lo studio dell’ecosistema planc- tonico, iniziato fin dai primi anni ’70 e proseguito fino ad oggi nell’ambito di diversi progetti di ricerca na- zionali ed europei, ha evidenziato trend temporali significativi nelle condizioni del bacino ed in particola- re un aumento della temperatura negli ultimi 20 anni. Gli studi sul fitoplancton hanno permesso di identi- ficare la successione stagionale delle specie dominanti, con la definizione di un “calendario del plancton” per l’area. L’ampia copertura temporale delle ricerche sull’ecologia del plancton ha consentito l’inseri- mento dell’Alto Adriatico tra i siti di ricerca ecologica a lungo termine della rete internazionale LTER.