www.fastionline.org/docs/FOLDER-it-2017-386.pdf The Journal of Fasti Online (ISSN 1828-3179) ● Published by the Associazione Internazionale di Archeologia Classica ● Palazzo Altemps, Via Sant’Appolinare 8 – 00186 Roma ● Tel. / Fax: ++39.06.67.98.798 ● http://www.aiac.org; http://www.fastionline.org Testimonianze di rivestimento parietale dalle Domus dell'Emblema figurato e del Battuto bianco a Privernum Barbara Maurina The paper presents an assemblage of painted plaster and stucco fragments that have been unearthed in the early Nineties of last century in the site of Privernum during the archaeological excavation conducted in the domus of the Figured Emblem and, to a lesser extent, in the adjacent domus of the White Floor. These are two luxurious aristocratic houses that were built between the end of the second century and the early first century BC in the northern part of the ancient city and were aban- doned during the second century AD after they underwent a series of building interventions. With the exception of a frag- ment of fresco preserved in situ in one of the rooms of the domus of the Figured Emblem, the walls of the houses did not preserve the original plaster, perhaps intentionally dismantled in ancient times. The excavated fragments originate mostly from artificial layers thrown outdoors in order to raise the floor level. Most of the studied material can be related to a mature (“post-pompeian”) phase of the Fourth Style, that probably goes back to a time comprised between the Flavian and the Antonine period, while only some sporadic examples are attributable to the Second or the Third Style. In addition to the wall plaster, the excavation in the Domus of the Figured Emblem has brought to light the remains of a small building site. It seems to be related to a painter’s workshop engaged in the reconstruction or restoration of the wall paintings during one of the restoriations which took place during the early imperial period in the rooms of the domus. Key-words: Priverno, domus, fresco wall paintings, stucco moulding, painter’s workshop, ancient pigments. Introduzione Nel corso degli scavi delle domus del settore nord dell’antica Privernum (fig. 1), condotti nei primi anni ‘90 del secolo scorso dal Comune di Priverno insieme alle Università di Roma “La Sapienza” e di Cassino e di- retti da Margherita Cancellieri 1 , è stata rinvenuta una significativa quantità di frammenti di intonaco affrescato e di stucco 2 . I materiali provengono in gran parte dalla Domus dell'Emblema figurato e in minor misura dall’attigua domus del Battuto bianco, due sontuose dimore aristocratiche edificate tra la fine del II e gli inizi del I secolo a.C. e abbandonate nel corso del II secolo d.C. dopo una serie di interventi edilizi 3 . A eccezione di un lacerto di intonaco conservatosi in situ in uno dei locali della Domus dell'Emblema figurato, gli ambienti delle due abitazioni erano prive degli originari rivestimenti parietali, verosimilmente smantellati in antico con l’intenzione di procedere al rinnovamento della decorazione. Consistenti resti di intonaco erano invece presenti sulle pareti delle sale della domus della Soglia Nilotica, messa in luce nel corso di scavi di emergenza condotti dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio nella prima metà degli anni ’80 del secolo scorso e ulte- riormente indagata fra il 1998 e il 2000 4 . 1 Sull’area archeologica Privernum e sui risultati di questa prima fase degli scavi archeologici vd. in particolare CANCELLIERI 1998 e 2000. 2 Desidero ringraziare Margherita Cancellieri per avermi affidato lo studio del materiale presentato in questa sede, per le informa- zioni relative ai contesti di provenienza e per le immagini fotografiche; la mia riconoscenza va inoltre a Mariette de Vos per i molti consigli e suggerimenti di cui ho potuto beneficiare nel corso del lavoro. Non rientrano nel presente elaborato i reperti messi in luce nelle indagini archeologiche successive alla metà degli anni ’90. 3 CANCELLIERI 1998; CANCELLIERI, MORRICONE 2010. 4 Il rinvenimento casuale delle strutture della domus avvenne nel 1983 durante i lavori per la realizzazione di una cabina ENEL. Come si evince dalle fotografie scattate nel corso degli scavi della Soprintendenza, all’epoca si conservavano in pressoché tutti gli ambienti messi in luce significativi resti del rivestimento parietale, recanti evidenti tracce delle decorazione pittorica, oggi quasi