385 Quando vaghezza e focus entrano in contatto: il caso di un attimo, anzi un attimino. Miriam Voghera Abstract In this article, we present a corpus-based study of the uses of un attimo ‘an instant’ and un attimino ‘an instant.DIM in spoken Italian. Starting from the original temporal function, un attimo developed multiple functions, which derive from a double path of functional expansion. Firstly, we can recognize a semantic and pragmatic path, which brings to the use of un attimo as vague quantifier and then as hedge. Secondly, there is a path towards textual uses, which exploits the possibility of using un attimo as alerter in some imperative constructions and then as focuser, mostly in the uses of un attimino. Interestingly, we found that, when using un attimino, the hedge and focuser functions can coexist, since they express different levels of meanings. By this way, the speaker can mitigate the content or the force of what s/he is saying, but simultaneously call the attention of the addressee on it. KEYWORDS: vagueness • hedge • alerter •spoken Italian • grammaticalization 1. I domini della vaghezza Fin dal 1975 Crystal e Davy avevano notato che nella conversazione è comune usare termini vaghi (vague language), cioè approssimativi e poco specifici. L’etichetta vague language si è diffusa successivamente dagli anni Novanta, anche grazie al titolo del libro di Johanna Channell (1994), specificamente dedicato all’insieme dei procedimenti semantici e pragmatici utilizzati dai parlanti quando non possono o non vogliono essere precisi, ed è stata poi utilizzata da vari altri autori (Cutting 2007). Benché in Italia il termine linguaggio vago non sia molto diffuso, numerosi studi si sono trovati a convergere sui fenomeni che rientrano in questo argomento o argomenti vicini. Vi sono infatti lavori prodotti sia nell’ambito della tradizione più squisitamente pragmatica filosofica (Caffi 2007; Bazzanella 2011a; Machetti 2006) e più recentemente in ambito tipologico e costruzionista (Ghezzi 2013; Masini, Mauri & Pietrandrea 2012; Voghera 2012, 2013, 2014, in stampa). 1 Rientrano in questo ambito di studi l’analisi delle espressioni di vaghezza (EV), che possono essere rappresentate da costruzioni molto diverse tra loro, di cui dò una sintetica esemplificazione nella Tabella 1. 1 Come abbiamo già accennato, non esiste un’uniformità terminologica e, infatti, ciò che io chiamo vaghezza corrisponde sostanzialmente a ciò che Bazzanella (2011a) chiama indeterminacy e ciò che io definisco vaghezza di relazione è anche indicata come mitigazione (Caffi 2007) o atenuación (Albelda Marco & Briz Gómez 2010).