ANDREA COLLI IL LIBERO ARBITRIO IN CIRCUMSTANTIIS NEI PRIMI SCRITTI DI ALBERTO MAGNO Rispondendo ad altre domande, Eichmann [...] procedette a spiegare che quando era stato incaricato di attuare la soluzione finale [...] si era consolato pensando che non era più ‘padrone delle proprie azioni’, che non poteva far nulla per ‘cambiare le cose’ 1 Le circostanze in cui un uomo agisce costituiscono una variabile di cui si tiene generalmente conto quando si celebra o si condanna un gesto o un com- portamento. Nei processi, ad esempio, una sentenza viene solitamente pronun- ciata solo dopo che la corte ha avuto modo di valutare la psicologia dell’impu- tato, il suo passato, le sue origini, in molti casi, anche le sue convinzioni politiche e religiose. Pensare però che una circostanza, propizia o avversa, pos- sa impedire di esercitare in piena libertà le proprie scelte, sembra essere un’e- sagerazione. In effetti, lo scontro di un astratto principio di autodeterminazio- ne con un’inevitabile «circonstanzializzazione», consentirebbe a chiunque di sostenere la necessità di un’azione, buona o malvagia che sia. Nelle discussioni scolastiche la «dottrina delle circostanze» sembra rita- gliarsi uno spazio autonomo. Se ne è accorto Johannes Gründel che nel suo Die Lehre von den Umständen der menschlichen Handlung im Mittelalter 2 mostra non solo che la questione ha come retroterra un quadro di fonti ete- rogeneo, ma anche che rappresenta un caso di studio che coinvolge diffe- renti ambiti epistemologici: dalla teologia morale all’etica, dalla giurispru- denza alla politica, passando dalla retorica. 3 Nel suo ampio e dettagliato 1 H. Arendt, Eichmann in Jerusalem, tr. it. di P. Bernardini, Feltrinelli, Milano 2013, p. 143. 2 J. Gründel, Die Lehre von den Umstände der menschlichen Handlung im Mittel- alter, Aschendorff, Münster 1963 (Beiträge zur Geschichte der Philosophie und Theologie des Mittelalters. Texte und Untersuchungen, 39.5). 3 Gründel, Die Lehre von den Umstände der menschlichen Handlung im Mittelal- ter, cit., p. 1.